Scritto da Paola Baroni, mercoledì 10 giugno 2026
Firenze – Visite gratuite neurologiche al Santa Maria Annunziata in occasione all’(H) Open Day sull’emicrania, il 17 giugno prossimo, promosso da Fondazione Onda ETS e giunto alla sua quarta edizione. Le visite si terranno presso gli ambulatori della Neurologia dell’ospedale. L’Azienda sanitaria mette a disposizione due giornate per prenotare un appuntamento: domani giovedì 11 e venerdì 12 giugno dalle 10.00 alle 12.00. Si può prenotare chiamando ai numeri 055-6936461 oppure 0556936230. Al momento della prenotazione verranno date le indicazioni esatte su dove recarsi in ospedale.
L’ospedale Santa Maria Annunziata fa parte degli oltre 140 ospedali del network con il Bollino Rosa dove saranno offerti gratuitamente visite neurologiche, consulenze con gli esperti, test, conferenze e materiale informativo.
L’emicrania è una malattia neurologica cronica e disabilitante, caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea di intensità moderata o severa, spesso associati a nausea, vomito e ipersensibilità agli stimoli sensoriali. A livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è la terza malattia più frequente e la seconda più disabilitante, interessando circa il 14% della popolazione adulta mondiale. In Italia si stimano oltre 6 milioni di persone affette, di cui circa il 70% donne, interessate dalla malattia con una frequenza circa tre volte superiore rispetto agli uomini, in larga parte per il ruolo degli ormoni sessuali femminili. Nonostante l’elevata diffusione e il forte impatto, l’emicrania rimane ancora oggi sotto-diagnosticata e sotto-trattata, con tempi d’attesa per una prima visita che possono variare tra i due e i sei mesi e un persistente rischio di cronicizzazione.
L’elenco completo delle strutture aderenti e dei servizi disponibili è consultabile sul sito: https://iniziative.fondazioneonda.it/ricerca/index/w44.
Ultimo appuntamento con il progetto Pre...Gio, il 15 giugno al distretto di Santa Croce
L'iniziativa, rivolta alle donne tra i 25 e i 30 anni non compiuti, rappresenta un'occasione per promuovere la salute femminile con la vaccinazione anti-Hpv e l’esecuzione del Pap-test
Scritto da Ufficio stampa, 10 giugno 2026
Empoli - Il progetto Pre...Gio, Prevenzione nelle Giovani donne, si avvia a conclusione. Dopo l’appuntamento alla casa di comunità "Gino Strada" di Empoli, l’iniziativa si sposta a Santa Croce. L’obiettivo è sempre lo stesso, promuovere la salute femminile e offrire alle giovani donne tra i 25 e i 30 anni non compiuti la possibilità di accedere, gratuitamente e contemporaneamente, a due importanti strumenti di prevenzione: la vaccinazione contro l'Hpv e l’esecuzione del Pap-test.
La data fissata è per il 15 giugno al distretto in via Mainardi 2, dalle 9 alle 13.
Le donne interessate potranno accedere direttamente negli orari indicati senza necessità di prenotazione. L’iniziativa è rivolta alle donne di età compresa tra i 25 e i 30 anni non compiuti e non vaccinate per Hpv, anche se non hanno ancora ricevuto l’invito per lo screening cervicale. Durante la mattina sarà presente un team multiprofessionale composto da ostetriche, assistenti sanitari, medici e personale amministrativo, pronto a fornire informazioni, orientamento e presa in carico.
Nell'ambito empolese il progetto è realizzato grazie alla collaborazione tra varie strutture dell'Ausl Toscana centro, quali Attività di Assistenza sanitaria Empoli Pistoia-Prato, Ostetrica professionale, la struttura degli Screening, il Servizio Gestione agende e call center, la Rete sanitaria territoriale e l’Università degli Studi di Firenze.
Pre...Gio nasce con l’obiettivo di facilitare l’accesso alla prevenzione, offrire servizi gratuiti in linea con le direttive della Regione Toscana e garantire un percorso semplice e integrato.
L’iniziativa si inserisce all’interno di una sperimentazione più ampia che coinvolge le case di comunità e i consultori delle aree territoriali Empolese Valdelsa, Pistoiese e Pratese, per rafforzare la prevenzione e promuovere una maggiore partecipazione agli screening.
Prato – Un importante riconoscimento nazionale per la ricerca della Medicina Nucleare dell’ospedale Santo Stefano di Prato dell’Asl Toscana centro. La dottoressa Anna Lisa Martini, medico della Struttura, ha ricevuto il Premio per la migliore comunicazione orale al XVII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Medicina Nucleare (AIMN), svoltosi a Bari a fine maggio.
Il congresso, dedicato al tema “Mediterraneo di connessione, salute, innovazione e sostenibilità”, ha riunito i principali esperti italiani del settore. Il premio è stato assegnato dalla presidente AIMN, Maria Luisa De Rimini, sulla base della valutazione di una commissione scientifica indipendente.
Al centro del riconoscimento uno studio multicentrico italiano che apre nuove prospettive nella diagnosi e nel potenziale trattamento con terapia radiorecettoriale dei tumori del sistema nervoso centrale. Il lavoro premiato, dal titolo “Comparing FAPI and FET PET in Gliomas and Brain Metastases: Early Insights into Tumor Microenvironment Imaging from an Italian Multicenter Study”, presenta i risultati preliminari di una ricerca avviata nel 2024 per valutare l’impiego di un innovativo radiofarmaco, il gallio-68 FAPI, nei tumori cerebrali primitivi e metastatici.
Il lavoro è stato realizzato dal gruppo di ricerca della SOC Medicina Nucleare diretta dal dottor Stelvio Sestini, afferente al Dipartimento di Diagnostica per Immagini, e composto dalla dottoressa Anna Lisa Martini, dal dottor Iashar Laghai, dal dottor Gianfilippo Bianciardi, dalla dottoressa Manjola Dona, dal dottor Andrea Leo, dal fisico nucleare Luca Fedeli e dalla radiochimica Elisa Landi.
La novità dell’approccio consiste nella capacità di osservare non soltanto la massa tumorale, ma anche il cosiddetto microambiente tumorale, ovvero l’insieme delle cellule e delle strutture che circondano e sostengono la crescita del tumore.
I risultati preliminari indicano che la PET con il radiofarmaco gallio -68 potrebbe offrire prestazioni superiori rispetto alle metodiche di neuroimaging oggi disponibili, consentendo di individuare più precocemente le neoplasie cerebrali e di ottenere informazioni utili a definirne l’aggressività.
“L’elevata concentrazione del radiofarmaco nelle lesioni tumorali, particolarmente marcata nelle metastasi cerebrali, apre un’ipotesi terapeutica concreta – spiega la dott.ssa Martini - Sostituendo infatti il gallio-68, utilizzato per l’imaging diagnostico, con il lutezio-177, impiegato a scopo terapeutico, sarebbe possibile veicolare in modo mirato la radioterapia direttamente verso le cellule che sostengono il tumore. Questo approccio, noto come teragnostica, rappresenta una delle frontiere più avanzate della medicina nucleare e potrebbe consentire in futuro di colpire con precisione molecolare il microambiente tumorale cerebrale”.
La ricerca è stata condotta in collaborazione con l’IRCCS IRST Dino Amadori di Meldola, sotto la guida della dottoressa Federica Matteucci, insieme alle dottoresse Paola Caroli, Manuela Monti e Valentina Di Iorio.
Pistoia – L’ospedale San Jacopo aderisce all’(H) Open day emicrania, l'iniziativa nazionale promossa da Fondazione Onda - Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di Genere, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di un riconoscimento precoce dei sintomi e un accesso tempestivo ai percorsi specifici di diagnosi e cura per una migliore qualità della vita delle persone.
L’ospedale di Pistoia, insignito di tre Bollini Rosa, per l’occasione ha organizzato nove visite neurologiche per cefalea in programma mercoledì 17 giugno 2026, dalle 14.30 alle 19.00. Le visite si svolgeranno con la dott.ssa Alessandra Del Bene presso l’ambulatorio n 6 del polo ambulatoriale B al piano terra del San Jacopo.
Per aderire è obbligatoria la prenotazione telefonando al numero 0573351609 giovedì 11 giugno dalle ore 09.00 alle ore 12.00.
L’emicrania è una malattia neurologica cronica che colpisce prevalentemente le donne e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, interessa circa il 12% della popolazione adulta mondiale, risultando la terza patologia più frequente e la seconda più disabilitante, con un impatto significativo sulla qualità della vita. L’iniziativa promossa da Onda e alla quale anche l’ospedale San Jacopo ha aderito, può, quindi rappresentare un’occasione importante per ricevere informazioni e orientamento su una patologia che può avere un impatto importante sulla quotidianità delle persone.
Una storia di generosità lunga sedici anni: nuove donazioni all’ospedale di Borgo San Lorenzo grazie all’associazione “Il Sorriso di Bruna”
Scritto da Ufficio stampa, lunedì 8 giugno 2026
Firenze – Nei giorni scorsi l’ospedale del Mugello ha accolto i rappresentanti dell’associazione no profit Il Sorriso di Bruna, realtà che dal 2009 sostiene con continuità e sensibilità i reparti del presidio ospedaliero mugellano, contribuendo concretamente al miglioramento dei servizi sanitari destinati alla comunità.
In sedici anni di attività, l’associazione ha donato attrezzature e strumentazioni sanitarie per un valore complessivo superiore ai 250.000 euro. Ecografi, poltrone per chemioterapia, dispositivi chirurgici e strumenti diagnostici hanno rappresentato, nel tempo, un supporto significativo per l’attività clinica e assistenziale dell’ospedale, incidendo in maniera tangibile sulla qualità delle cure offerte ai cittadini del Mugello.
Nel corso della cerimonia nei giorni scorsi sono stati consegnati tre computer portatili destinati all’attività clinica dell’Oncologia, una poltrona per terapie donata in memoria di Mauro Perini, un lettino visita elettrificato, uno sgabello per il parto naturale, una cullina e due bladder scanner (dispositivo ad ultrasuoni che consente di misurare rapidamente e in modo non invasivo il volume vescicale, senza arrecare disagio al paziente), attualmente utilizzati in area chirurgica per il controllo dello svuotamento vescicale post-operatorio, e negli ambulatori urologici per l’esecuzione di esami uroflussimetrici completi.
“Dietro ogni donazione vi è una comunità che sceglie di investire nella salute dei propri concittadini – dichiara la dottoressa Claudia Capanni, Direttrice SOC Direzione Sanitaria ospedale del Mugello - trasformando memoria, solidarietà e partecipazione in strumenti concreti di cura e assistenza”.
La Direzione dell’ospedale di Borgo San Lorenzo esprime profonda gratitudine all’associazione Il Sorriso di Bruna e a tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno contribuito a rendere possibile un sostegno così costante, generoso e prezioso per il territorio.
La struttura di via Mainardi opererà come un centro hub con Cup, ambulatori per i medici di medicina generale e specialisti, l'ambulatorio Pir e l'infermiere di famiglia. È in funzione da maggio, a giugno saranno completate le opere esterne
Scritto da Andrea Bazzoni, 8 giugno 2026
Empoli - La casa della comunità (CdC) “Monsignor Luciano Niccolai” di Santa Croce sull’Arno, in via Mainardi, ha ufficialmente ottenuto la certificazione di conformità agli standard previsti dal decreto ministeriale 77/2022. Si tratta di un passaggio cruciale che attesta il rispetto dei requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici imposti dal Pnrr per l'assistenza territoriale.
Questo traguardo conferma la struttura come uno snodo fondamentale della rete sanitaria locale. «L'ottenimento di questa certificazione – afferma il direttore generale dell'Ausl Toscana centro, Valerio Mari - non è un semplice traguardo tecnico, ma la conferma che la nostra visione di sanità territoriale sta prendendo vita. La struttura di Santa Croce, nel suo ruolo di hub, garantisce risposte che vanno oltre la cura clinica. Portare la salute dentro la comunità significa ridurre le distanze e prendersi cura del benessere quotidiano di ognuno».
«L'ottenimento della certificazione rappresenta un obiettivo strategico che va ben oltre l'adempimento burocratico – spiega il dottor Franco Doni, direttore della Società della salute Empolese Valdarno e Valdelsa –. Queste strutture sono il vero cuore della riforma dell'assistenza sanitaria di prossimità. La casa della comunità ha un ruolo centrale e si realizza quella sanità territoriale che è il pilastro del nuovo sistema salute».
All'interno dei diversi edifici che compongono la struttura, i cittadini troveranno un'offerta assistenziale integrata.
«Questa struttura – dice il sindaco di Santa Croce sull'Arno Roberto Giannoni – nasce da una sinergia che va oltre le parole, tra l'amministrazione comunale e la Società della Salute. L'amministrazione comunale da quando sono sindaco ha sempre chiesto e posto un unico vincolo, ovvero che questo edificio e i servizi che eroga fossero veramente vicini alla popolazione. Credo che la Sds abbia saputo cogliere pienamente questi obiettivi a cominciare dal nome, chiesto da noi, che porterà il complesso intitolato a Monsignor Luciano Niccolai, parroco del territorio che servì a Santa Croce come cappellano dopo l'ordinazione e fu il fondatore dei Lupi Pallavolo.
«I lavori – prosegue – sono stati svolti in tempi relativamente veloci, considerando la mole dell'intervento e questa certificazione, sicuramente conferma che è stato fatto un buon lavoro dal punto di vista del rispetto delle norme vigenti.
«Avere una struttura come l'hub nel centro di Santa Croce, permette una razionalizzazione e un perfezionamento dei servizi, ma sicuramente rappresenta un passo fondamentale in quel processo di avvicinamento della sanità al paziente. Una 'sanità diffusa' quindi, concetto nato tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo e che qui a Santa Croce trova piena attuazione nelle strutture di via Mainardi», conclude Roberto Giannoni.
La casa della comunità di Santa Croce opererà come un centro hub, garantendo un'area accoglienza con personale di segreteria e Cup, ambulatori per i medici di medicina generale e specialisti in dermatologia, reumatologia, urologia, ortopedia ed otorinolaringoiatria. L'offerta comprende anche il punto prelievi, l'ambulatorio ostetrico-ginecologico, il consultorio giovani, l'odontoiatria, la continuità assistenziale e il Punto di intervento rapido (Pir) e la presenza dell'infermiere di famiglia, Pua e servizi sociali dedicati all'integrazione socio sanitaria.
Il dottor Paolo Amico, direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della zona, sottolinea l'impatto di questa riorganizzazione: «La nostra priorità – afferma – è l'accessibilità dei servizi per la popolazione. Disporre di un luogo unico che integri i servizi sociali, i programmi di screening e vaccinazioni, oltre a strumentazioni diagnostiche di primo livello e telemedicina, cambia radicalmente l'esperienza di cura del paziente. È un modello che potenzia l'empowerment dei cittadini, specialmente per chi affronta percorsi di cronicità».
Il volto architettonico della struttura è il risultato di un intervento complesso da 2,4 milioni di euro. I lavori hanno trasformato il distretto socio-sanitario esistente attraverso la riqualificazione funzionale dei blocchi A e B (600 mq complessivi), con l'adeguamento della prevenzione incendi e il rifacimento totale degli impianti e delle finiture. La novità più rilevante è il blocco C: un nuovo edificio di 200 mq nato dalla demolizione e ricostruzione di un immobile confinante, specificamente progettato per ospitare sette ambulatori dei medici di medicina generale.
«Il cantiere ha seguito tappe precise per minimizzare i tempi e mantenere inalterati i servizi sanitari offerti nel distretto socio sanitario – precisa l'ingegner Luca Tani, direttore Area manutenzione e gestione investimenti Empoli –. I lavori sono iniziati il 9 novembre 2023 e sono andati avanti secondo cronoprogramma: gli interventi interni si sono conclusi ad aprile, permettendo l'entrata in funzione della struttura già nel mese di maggio. Stiamo ultimando le opere esterne, che saranno completate entro la fine di giugno, consegnando così alla comunità una struttura moderna, sicura e tecnologicamente avanzata».
Pistoia - Un ulteriore passo avanti per la chirurgia epatobiliare dell’ospedale San Jacopo grazie alla donazione da parte del Calcit – Comitato autonomo per la lotta contro i tumori - di un software dedicato alle ricostruzioni tridimensionali d’organo, uno strumento di ultima generazione che consentirà di migliorare ulteriormente la pianificazione degli interventi chirurgici complessi.
Le ricostruzioni 3D possono inoltre aumentare la sicurezza chirurgica, contribuendo a ridurre il rischio di sanguinamento intraoperatorio e di lesioni vascolari, oltre a facilitare la chirurgia mini-invasiva e a supportare la discussione multidisciplinare dei casi clinici più complessi.
Attraverso l’elaborazione di esami diagnostici come TC e risonanza magnetica con mezzo di contrasto, è possibile ottenere modelli tridimensionali ad alta definizione del fegato, delle strutture vascolari, delle vie biliari e delle lesioni focali, consentendo all’equipe chirurgica una comprensione estremamente dettagliata dell’anatomia specifica di ogni paziente.
La cerimonia di donazione si è svolta questa mattina alla presenza di una rappresentanza del comitato direttivo del Calcit di Pistoia, del direttore della Chirurgia Generale ed Epatobiliare del San Jacopo, dottor Massimo Fedi, della direttrice sanitaria di presidio, dott.ssa Lucilla Di Renzo e del dottor Leonardo Capecchi della direzione medica.
“Il principale vantaggio di questa tecnologia – ha spiegato il dottor Massimo Fedi - consiste nella possibilità di pianificare con maggiore precisione la resezione epatica, valutando i rapporti tra il tumore e le principali strutture vascolari, stimando il volume di fegato residuo dopo l’intervento e favorendo approcci chirurgici sempre più conservativi sul parenchima epatico sano. Le ricostruzioni 3D stanno diventando una componente sempre più integrata della chirurgia epatica avanzata, rimane comunque fondamentale il ruolo dell’ecografia intraoperatoria, che continua a rappresentare uno strumento indispensabile durante la resezione epatica”.
Il presidente del Calcit, Elio Adriano Pacini, ha sottolineato come “con questa donazione il Comitato abbia raggiunto un milione di euro di donazioni a favore dell’ospedale San Jacopo”. “Un risultato importante – ha detto – raggiunto grazie al coinvolgimento delle associazioni, delle scuole, dei cittadini e di tutta la comunità che negli anni ha preso parte alle iniziative come il Mercatac in piazza Duomo e a tanti altri eventi solidali”.
“La donazione del Calcit – ha sottolineato la dott.ssa Lucilla Di Renzo – rappresenta molto più di un contributo economico, è un gesto concreto di fiducia verso l’ospedale e i professionisti e un investimento nell’innovazione tecnologica. Ringrazio il Comitato che da anni è al nostro fianco con costanza e sensibilità confermando il valore di una collaborazione virtuosa tra sanità pubblica e terzo settore, capace di generare benefici per l’intera comunità”
L’attività della Chirurgia epatobiliare del San Jacopo conferma la crescente centralità di questo settore specialistico. Nel 2025 sono stati discussi 345 casi all’interno del Gruppo Oncologico Multidisciplinare (GOM) e sono stati eseguiti 110 interventi di chirurgia epatobiliare. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2026, i casi discussi dal GOM sono stati 170, mentre dal 1° gennaio al 3 giugno 2026 sono stati effettuati 45 interventi chirurgici.
Benessere e relazione al centro della cura, al Santo Stefano prosegue la “Doll Therapy” per i pazienti ricoverati in Geriatria
Prato – Prosegue con risultati positivi, presso la struttura complessa di Geriatria dell’ospedale Santo Stefano di Prato, il progetto di Doll Therapy, la terapia non farmacologica introdotta nel 2019 per offrire un supporto ai pazienti con deterioramento cognitivo durante il ricovero ospedaliero.
L’iniziativa, ormai consolidata nell’attività assistenziale del reparto, rappresenta uno strumento efficace per favorire il benessere emotivo della persona fragile, ridurre stati di agitazione e ansia e contribuire a diminuire l’incidenza di delirium nei pazienti con demenza.
La dotazione attuale comprende quattro bambole terapeutiche realizzate secondo le linee guida internazionali di Mackenzie Wood-Mitchell e James (2007). Le bambole sono caratterizzate da corpi morbidi, aspetti differenti tra loro ed elementi studiati per favorire l’interazione e garantire un’esperienza rassicurante e personalizzata.
La terapia viene proposta direttamente al letto del paziente, che può tenere con sé la bambola per tutta la durata della degenza. Attraverso il contatto visivo e tattile si sviluppa una relazione empatica che richiama il gesto dell’accudimento e può evocare ricordi, emozioni e sentimenti positivi, offrendo compagnia e sicurezza.
L’esperienza maturata in questi anni ha evidenziato come la Doll Therapy favorisca il recupero della calma e della tranquillità, promuova l’interazione con il personale sanitario e faciliti il dialogo tra operatori e familiari. Inoltre, può stimolare le capacità residue della persona attraverso semplici attività di cura e accudimento.
“La prosecuzione e la longevità del progetto – sottolinea la dott.ssa Donatella Calvani, direttrice SOC Geriatria - conferma l’impegno della struttura nel promuovere anche interventi innovativi e non farmacologici, capaci di migliorare la qualità e l’esperienza di cura delle persone anziane e delle loro famiglie”.
“La Doll Therapy rappresenta un importante complemento all’assistenza tradizionale – spiega la coordinatrice infermieristica di Geriatria, Mary Chiti - perché mette al centro la persona e i suoi bisogni relazionali ed emotivi. I risultati osservati nel tempo confermano il valore di questo approccio nel migliorare il comfort e il benessere durante il ricovero”.
La Doll Therapy può essere proposta anche al momento della dimissione, accompagnando il paziente nel rientro al domicilio e garantendo continuità a un percorso di supporto già avviato durante il ricovero.