La struttura di via Mainardi opererà come un centro hub con Cup, ambulatori per i medici di medicina generale e specialisti, l'ambulatorio Pir e l'infermiere di famiglia. È in funzione da maggio, a giugno saranno completate le opere esterne
Scritto da Andrea Bazzoni, 8 giugno 2026
Empoli - La casa della comunità (CdC) “Monsignor Luciano Niccolai” di Santa Croce sull’Arno, in via Mainardi, ha ufficialmente ottenuto la certificazione di conformità agli standard previsti dal decreto ministeriale 77/2022. Si tratta di un passaggio cruciale che attesta il rispetto dei requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici imposti dal Pnrr per l'assistenza territoriale.
Questo traguardo conferma la struttura come uno snodo fondamentale della rete sanitaria locale. «L'ottenimento di questa certificazione – afferma il direttore generale dell'Ausl Toscana centro, Valerio Mari - non è un semplice traguardo tecnico, ma la conferma che la nostra visione di sanità territoriale sta prendendo vita. La struttura di Santa Croce, nel suo ruolo di hub, garantisce risposte che vanno oltre la cura clinica. Portare la salute dentro la comunità significa ridurre le distanze e prendersi cura del benessere quotidiano di ognuno».
«L'ottenimento della certificazione rappresenta un obiettivo strategico che va ben oltre l'adempimento burocratico – spiega il dottor Franco Doni, direttore della Società della salute Empolese Valdarno e Valdelsa –. Queste strutture sono il vero cuore della riforma dell'assistenza sanitaria di prossimità. La casa della comunità ha un ruolo centrale e si realizza quella sanità territoriale che è il pilastro del nuovo sistema salute».
All'interno dei diversi edifici che compongono la struttura, i cittadini troveranno un'offerta assistenziale integrata.
«Questa struttura – dice il sindaco di Santa Croce sull'Arno Roberto Giannoni – nasce da una sinergia che va oltre le parole, tra l'amministrazione comunale e la Società della Salute. L'amministrazione comunale da quando sono sindaco ha sempre chiesto e posto un unico vincolo, ovvero che questo edificio e i servizi che eroga fossero veramente vicini alla popolazione. Credo che la Sds abbia saputo cogliere pienamente questi obiettivi a cominciare dal nome, chiesto da noi, che porterà il complesso intitolato a Monsignor Luciano Niccolai, parroco del territorio che servì a Santa Croce come cappellano dopo l'ordinazione e fu il fondatore dei Lupi Pallavolo.
«I lavori – prosegue – sono stati svolti in tempi relativamente veloci, considerando la mole dell'intervento e questa certificazione, sicuramente conferma che è stato fatto un buon lavoro dal punto di vista del rispetto delle norme vigenti.
«Avere una struttura come l'hub nel centro di Santa Croce, permette una razionalizzazione e un perfezionamento dei servizi, ma sicuramente rappresenta un passo fondamentale in quel processo di avvicinamento della sanità al paziente. Una 'sanità diffusa' quindi, concetto nato tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo e che qui a Santa Croce trova piena attuazione nelle strutture di via Mainardi», conclude Roberto Giannoni.
La casa della comunità di Santa Croce opererà come un centro hub, garantendo un'area accoglienza con personale di segreteria e Cup, ambulatori per i medici di medicina generale e specialisti in dermatologia, reumatologia, urologia, ortopedia ed otorinolaringoiatria. L'offerta comprende anche il punto prelievi, l'ambulatorio ostetrico-ginecologico, il consultorio giovani, l'odontoiatria, la continuità assistenziale e il Punto di intervento rapido (Pir) e la presenza dell'infermiere di famiglia, Pua e servizi sociali dedicati all'integrazione socio sanitaria.
Il dottor Paolo Amico, direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della zona, sottolinea l'impatto di questa riorganizzazione: «La nostra priorità – afferma – è l'accessibilità dei servizi per la popolazione. Disporre di un luogo unico che integri i servizi sociali, i programmi di screening e vaccinazioni, oltre a strumentazioni diagnostiche di primo livello e telemedicina, cambia radicalmente l'esperienza di cura del paziente. È un modello che potenzia l'empowerment dei cittadini, specialmente per chi affronta percorsi di cronicità».
Il volto architettonico della struttura è il risultato di un intervento complesso da 2,4 milioni di euro. I lavori hanno trasformato il distretto socio-sanitario esistente attraverso la riqualificazione funzionale dei blocchi A e B (600 mq complessivi), con l'adeguamento della prevenzione incendi e il rifacimento totale degli impianti e delle finiture. La novità più rilevante è il blocco C: un nuovo edificio di 200 mq nato dalla demolizione e ricostruzione di un immobile confinante, specificamente progettato per ospitare sette ambulatori dei medici di medicina generale.
«Il cantiere ha seguito tappe precise per minimizzare i tempi e mantenere inalterati i servizi sanitari offerti nel distretto socio sanitario – precisa l'ingegner Luca Tani, direttore Area manutenzione e gestione investimenti Empoli –. I lavori sono iniziati il 9 novembre 2023 e sono andati avanti secondo cronoprogramma: gli interventi interni si sono conclusi ad aprile, permettendo l'entrata in funzione della struttura già nel mese di maggio. Stiamo ultimando le opere esterne, che saranno completate entro la fine di giugno, consegnando così alla comunità una struttura moderna, sicura e tecnologicamente avanzata».
Pistoia - Un ulteriore passo avanti per la chirurgia epatobiliare dell’ospedale San Jacopo grazie alla donazione da parte del Calcit – Comitato autonomo per la lotta contro i tumori - di un software dedicato alle ricostruzioni tridimensionali d’organo, uno strumento di ultima generazione che consentirà di migliorare ulteriormente la pianificazione degli interventi chirurgici complessi.
Le ricostruzioni 3D possono inoltre aumentare la sicurezza chirurgica, contribuendo a ridurre il rischio di sanguinamento intraoperatorio e di lesioni vascolari, oltre a facilitare la chirurgia mini-invasiva e a supportare la discussione multidisciplinare dei casi clinici più complessi.
Attraverso l’elaborazione di esami diagnostici come TC e risonanza magnetica con mezzo di contrasto, è possibile ottenere modelli tridimensionali ad alta definizione del fegato, delle strutture vascolari, delle vie biliari e delle lesioni focali, consentendo all’equipe chirurgica una comprensione estremamente dettagliata dell’anatomia specifica di ogni paziente.
La cerimonia di donazione si è svolta questa mattina alla presenza di una rappresentanza del comitato direttivo del Calcit di Pistoia, del direttore della Chirurgia Generale ed Epatobiliare del San Jacopo, dottor Massimo Fedi, della direttrice sanitaria di presidio, dott.ssa Lucilla Di Renzo e del dottor Leonardo Capecchi della direzione medica.
“Il principale vantaggio di questa tecnologia – ha spiegato il dottor Massimo Fedi - consiste nella possibilità di pianificare con maggiore precisione la resezione epatica, valutando i rapporti tra il tumore e le principali strutture vascolari, stimando il volume di fegato residuo dopo l’intervento e favorendo approcci chirurgici sempre più conservativi sul parenchima epatico sano. Le ricostruzioni 3D stanno diventando una componente sempre più integrata della chirurgia epatica avanzata, rimane comunque fondamentale il ruolo dell’ecografia intraoperatoria, che continua a rappresentare uno strumento indispensabile durante la resezione epatica”.
Il presidente del Calcit, Elio Adriano Pacini, ha sottolineato come “con questa donazione il Comitato abbia raggiunto un milione di euro di donazioni a favore dell’ospedale San Jacopo”. “Un risultato importante – ha detto – raggiunto grazie al coinvolgimento delle associazioni, delle scuole, dei cittadini e di tutta la comunità che negli anni ha preso parte alle iniziative come il Mercatac in piazza Duomo e a tanti altri eventi solidali”.
“La donazione del Calcit – ha sottolineato la dott.ssa Lucilla Di Renzo – rappresenta molto più di un contributo economico, è un gesto concreto di fiducia verso l’ospedale e i professionisti e un investimento nell’innovazione tecnologica. Ringrazio il Comitato che da anni è al nostro fianco con costanza e sensibilità confermando il valore di una collaborazione virtuosa tra sanità pubblica e terzo settore, capace di generare benefici per l’intera comunità”
L’attività della Chirurgia epatobiliare del San Jacopo conferma la crescente centralità di questo settore specialistico. Nel 2025 sono stati discussi 345 casi all’interno del Gruppo Oncologico Multidisciplinare (GOM) e sono stati eseguiti 110 interventi di chirurgia epatobiliare. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2026, i casi discussi dal GOM sono stati 170, mentre dal 1° gennaio al 3 giugno 2026 sono stati effettuati 45 interventi chirurgici.
Benessere e relazione al centro della cura, al Santo Stefano prosegue la “Doll Therapy” per i pazienti ricoverati in Geriatria
Prato – Prosegue con risultati positivi, presso la struttura complessa di Geriatria dell’ospedale Santo Stefano di Prato, il progetto di Doll Therapy, la terapia non farmacologica introdotta nel 2019 per offrire un supporto ai pazienti con deterioramento cognitivo durante il ricovero ospedaliero.
L’iniziativa, ormai consolidata nell’attività assistenziale del reparto, rappresenta uno strumento efficace per favorire il benessere emotivo della persona fragile, ridurre stati di agitazione e ansia e contribuire a diminuire l’incidenza di delirium nei pazienti con demenza.
La dotazione attuale comprende quattro bambole terapeutiche realizzate secondo le linee guida internazionali di Mackenzie Wood-Mitchell e James (2007). Le bambole sono caratterizzate da corpi morbidi, aspetti differenti tra loro ed elementi studiati per favorire l’interazione e garantire un’esperienza rassicurante e personalizzata.
La terapia viene proposta direttamente al letto del paziente, che può tenere con sé la bambola per tutta la durata della degenza. Attraverso il contatto visivo e tattile si sviluppa una relazione empatica che richiama il gesto dell’accudimento e può evocare ricordi, emozioni e sentimenti positivi, offrendo compagnia e sicurezza.
L’esperienza maturata in questi anni ha evidenziato come la Doll Therapy favorisca il recupero della calma e della tranquillità, promuova l’interazione con il personale sanitario e faciliti il dialogo tra operatori e familiari. Inoltre, può stimolare le capacità residue della persona attraverso semplici attività di cura e accudimento.
“La prosecuzione e la longevità del progetto – sottolinea la dott.ssa Donatella Calvani, direttrice SOC Geriatria - conferma l’impegno della struttura nel promuovere anche interventi innovativi e non farmacologici, capaci di migliorare la qualità e l’esperienza di cura delle persone anziane e delle loro famiglie”.
“La Doll Therapy rappresenta un importante complemento all’assistenza tradizionale – spiega la coordinatrice infermieristica di Geriatria, Mary Chiti - perché mette al centro la persona e i suoi bisogni relazionali ed emotivi. I risultati osservati nel tempo confermano il valore di questo approccio nel migliorare il comfort e il benessere durante il ricovero”.
La Doll Therapy può essere proposta anche al momento della dimissione, accompagnando il paziente nel rientro al domicilio e garantendo continuità a un percorso di supporto già avviato durante il ricovero.
Contro il gioco d’azzardo: domani al Giotto Ulivi uno spettacolo gratuito aperto a tutti. E in tavola al ristorante tovagliette informative
SdS, Serd, Confesercenti e Confcommercio Mugello con Progetto Arcobaleno e ReteSviluppo
Firenze – Nell’ambito del progetto “Scommettiamo sul Mugello”, curato da SdS Mugello e SerD Mugello, in collaborazione con Associazione Progetto Arcobaleno e ReteSviluppo, domani sabato 6 giugno si terrà nel Mugello una giornata dedicata alla sensibilizzazione e al contrasto del Disturbo da Gioco d'Azzardo (DGA).
L’iniziativa si inserisce nel percorso portato avanti durante l’anno dal progetto, che ha già previsto azioni rivolte ai giovani e alla cittadinanza. La giornata di domani rappresenta quindi una nuova occasione per proseguire questo percorso di prevenzione e sensibilizzazione, coinvolgendo la cittadinanza attraverso linguaggi e contesti diversi.
Alle ore 10.00, presso l’auditorium dell’Istituto Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo, andrà in scena “See Your Therapist”, spettacolo di improvvisazione teatrale sul tema delle dipendenze. Lo spettacolo, gratuito e aperto alla cittadinanza, affronterà con un linguaggio coinvolgente e divertente tematiche di particolare rilevanza per i giovani, tra cui il Disturbo da Gioco d'Azzardo (DGA), offrendo uno spazio di riflessione e confronto.
"L'iniziativa è rivolta all'intera cittadinanza pur svolgendosi all'interno del plesso scolastico – sottolinea Gabriele Bardazzi Direttore SerD Mugello-Firenze Sud Est - in quanto "Scommettiamo sul Mugello" è un progetto di comunità che si rivolge all'intera popolazione. La problematica del Disturbo da Gioco d’Azzardo, infatti, interessa tutte le fasce di età, dagli adolescenti all'età avanzata, seppure con peculiarità diverse (gioco on line o gioco in presenza etc.) ma portando, purtroppo, a pesanti ripercussioni sia sul piano famigliare che socio-economico".
Nella stessa giornata, all’ora di pranzo, in collaborazione con le associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio Mugello, saranno distribuite a ristoranti, bistrot, bar e circoli del territorio speciali tovagliette informative con messaggi e contenuti dedicati alla promozione di una maggiore consapevolezza sui rischi legati al gioco d’azzardo.
L’iniziativa nasce dall’idea che anche un gesto quotidiano, come sedersi a tavola o fermarsi in un locale del territorio, possa diventare un’occasione di informazione e riflessione. Attraverso la collaborazione con gli esercizi pubblici, il progetto intende portare il messaggio di prevenzione nei luoghi della socialità, coinvolgendo in modo diffuso la comunità mugellana.
Con questa giornata, Scommettiamo sul Mugello conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura della prevenzione e della consapevolezza, rafforzando la collaborazione tra servizi, scuole, associazioni, realtà economiche e cittadinanza.
Tra le altre iniziative realizzate in questi mesi, i podcast sul tema del gioco d’azzardo, ideati e prodotti da ragazzi e ragazze del territorio, con l’obiettivo di favorire consapevolezza, confronto e comunicazione tra pari. Il linguaggio del podcast è stato utilizzato come strumento educativo e creativo per affrontare il tema delle dipendenze e dei rischi legati al gioco d’azzardo in modo vicino alla sensibilità dei giovani.
Accanto a questa attività, il progetto ha previsto anche l’attivazione di uno sportello di ascolto dedicato al disturbo da gioco d’azzardo, pensato come punto di riferimento per cittadini, famiglie e persone che desiderano ricevere informazioni, orientamento o supporto. Lo sportello rappresenta un presidio territoriale importante, capace di intercettare bisogni, dubbi e situazioni di fragilità, favorendo il contatto con la rete dei servizi (è possibile chiedere un appuntamento per un colloquio, tramite mail a
Nuova iniziativa per i nati all’ospedale del Mugello: la comunità dona un segno di benvenuto ai nuovi arrivati
Scritto da Ufficio Stampa, giovedì 4 giugno 2026
Firenze - Prosegue e si rafforza la collaborazione tra il Centro di riuso creativo “ReMida” e la Direzione sanitaria dell’Ospedale del Mugello. Dopo il progetto “Libri in corsia”, è stata presentata una nuova iniziativa dedicata ai bambini che nasceranno nel presidio ospedaliero mugellano.
Grazie ai materiali di recupero raccolti da ReMida, le volontarie del “Caffè Maglia” e del “Club dell’Uncinetto”, che si incontrano ogni lunedì pomeriggio presso il Centro, hanno realizzato con cura e creatività piccoli oggetti benaugurali raffiguranti cuori, orsetti e fiori. I manufatti saranno donati a ogni nuovo nato nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale del Mugello come segno di accoglienza e vicinanza da parte della comunità.
Un gesto semplice ma ricco di significato, realizzato con competenza, passione e generosità, che sarà accompagnato da una frase di augurio rivolta alle famiglie. All’iniziativa si aggiungerà presto anche materiale informativo predisposto dal Comune di Borgo San Lorenzo sui servizi dedicati alla prima infanzia.
L’idea nasce da una proposta della Direttrice sanitaria dell’Ospedale del Mugello, dottoressa Claudia Capanni, che ha trovato immediatamente la disponibilità e il sostegno dello staff di ReMida e, in particolare, delle volontarie dei due gruppi, capaci in breve tempo di confezionare un numero significativo di doni destinati ai nuovi nati.
“Il Caffè Maglia e il Club dell’Uncinetto – spiega Serena Pinzani, responsabile del Centro Remida di Borgo San Lorenzo – sono due realtà davvero preziose, espressione autentica dello spirito del nostro Centro, sia nell’utilizzo dei materiali di recupero sia in quello che per noi rappresenta ormai un valore imprescindibile: la sostenibilità passa anche dalla capacità di costruire buoni legami. Un ringraziamento speciale va alla dottoressa Capanni, alle ostetriche del reparto e a tutte le volontarie che si sono dedicate a questo progetto. In particolare a Sabina, mamma e nonna speciale che, con la sua esperienza, le sue mani d’oro e il suo grande cuore, rappresenta al meglio entrambi i gruppi”.
“Ringrazio il Centro ReMida, la responsabile e tutte le volontarie – commenta la dottoressa Claudia Capanni – per aver accolto un’idea e averla trasformata in un gesto concreto, capace di comunicare l’affetto di un’intera comunità all’arrivo di una nuova vita”.
L’iniziativa conferma il valore delle sinergie tra istituzioni, associazionismo e cittadinanza attiva, contribuendo a rendere ancora più accogliente e umano il percorso della nascita e rafforzando il senso di appartenenza e solidarietà che caratterizza il territorio mugellano.
Ospedale della Valdinievole, il dottor Francesco Feroci nominato Delegato del Presidente SIUEC per la Toscana
Pescia – Un importante riconoscimento professionale per il dottor Francesco Feroci, direttore della Chirurgia Generale dell’ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia, nominato Delegato del Presidente della SIUEC - Società Italiana Unitaria di Endocrinochirurgia per la Regione Toscana per il biennio 2025-2027.
L’incarico, conferito rappresenta un significativo riconoscimento dell’esperienza e delle competenze maturate dal dottor Feroci e dall’équipe chirurgica dell’ospedale della Valdinievole nell’ambito della chirurgia endocrina del collo, in particolare della tiroide e delle paratiroidi, disciplina nella quale la struttura è centro di riferimento regionale.
In qualità di Delegato del Presidente, il dottor Feroci sarà chiamato a rappresentare la SIUEC nelle attività regionali dedicate alla promozione, allo sviluppo e alla diffusione delle innovazioni scientifiche e tecnologiche applicate all’endocrinochirurgia.
“L’attività svolta dai chirurghi della Valdinievole negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa anche nell’ambito dell’endocrinochirurgia – sottolinea la dott.ssa Giuditta Niccolai, direttrice sanitaria del Presidio - con 240 interventi eseguiti nel 2025. Gli interventi vengono effettuati avvalendosi delle più moderne tecnologie, tra cui il monitoraggio intraoperatorio dei nervi ricorrenti. Anche l’attività ambulatoriale ha registrato un importante incremento, raggiungendo circa 600 visite annue, grazie a una stretta collaborazione con gli endocrinologi della provincia di Pistoia e con i medici nucleari dell’ospedale di Prato”.
“Questa nomina rafforza ulteriormente il ruolo dell’ospedale della Valdinievole come punto di riferimento dell’endocrinochirurgia – evidenzia il dottor Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento delle Specialistiche Chirurgiche dell’Asl Toscana centro - e conferma la crescente attenzione verso l’innovazione, la sicurezza clinica e lo sviluppo tecnologico applicato alla chirurgia specialistica”.
L’accettazione in autonomia. Dove sono collocati i totem all’Annunziata, a S.M. Nuova e al Palagi
Semplice e intuitiva anche con App o Cup on line. Perché vale la pena provarla
San Giovanni di Dio il più “self accettato”
Scritto da Paola Baroni, giovedì 4 giugno 2026
Firenze – Meno attesa, più tempo per il cittadino. Anche negli ospedali fiorentini della Asl Toscana centro, il vantaggio della self accettazione che consente di fare l'accettazione in autonomia per gli appuntamenti delle visite specialistiche, è tutto racchiuso in questa formula. Nei primi sette mesi dall’attivazione del servizio, a Firenze ma anche nella Asl Toscana centro, è il San Giovanni di Dio l’ospedale in assoluto con più appuntamenti self accettati (da ottobre 2025 ad aprile 2026), seguito dall’ospedale Serristori con un trend in crescita e il mese più virtuoso ad aprile 2026.
Dove sono collocati i totem. Il supporto del personale in questa fase
La self accettazione si può fare attraverso App Toscana Salute, Cup online o totem digitali presenti al piano terra dei presidi ospedalieri, in prossimità degli sportelli Cup. Per chi non vuole accedere allo sportello, i totem consentono di fare l’accettazione in autonomia, pagando contestualmente il ticket dovuto. Basta avere con sé la tessera sanitaria attivata con relativo Pin. All’ospedale Santa Maria Annunziata, il totem digitale è collocato nella hall d’ingresso; al Santa Maria Nuova dopo l’ingresso principale, seguendo la direzione per gli sportelli Cup e l’area prelievi; al Palagi all’ingresso principale; al Serristori arrivando dall’ingresso A; al San Giovanni di Dio varcato l’ingresso principale, nel corridoio dell’area Cup.
La self accettazione permette di rendere più rapido l’accesso alle visite. Ma sappiamo che acquisire familiarità con nuove modalità di accesso richiede tempo e supporto, soprattutto nelle prime fasi di utilizzo. Negli ospedali fiorentini, ancora in questa fase, chi dovesse avere difficoltà nell’utilizzo del totem digitale della self accettazione, può comunque contare sul sostegno del personale di accoglienza, disponibile ad assistere gli utenti. Fino alla piena autonomia che è l’obiettivo ultimo con cui nasce il servizio.
Gli altri due canali digitali: la App Toscana Salute e il Cup on line
Ricordiamo che la self accettazione può essere fatta anche con l’App Toscana Salute (sulla pagina regione.toscana.it/-/toscana-salute come scaricarla e installarla) o sul CUP on line (sul portale prenota.sanita.toscana.it). Sono, infatti, questi, oltre ai totem digitali presso i presidi, gli altri due canali digitali che si possono utilizzare per risparmiare tempo all’arrivo e fare prima la visita.
Una volta provato, il percorso risulterà semplice e intuitivo e davvero vale la pena provarlo: basta poco tempo per prendere confidenza e già al primo utilizzo se ne comprenderà l’immediatezza.
Scritto da Ufficio Stampa, mercoledì 3 giugno 2026
Firenze – Sono 23 i posti ancora disponibili presso l’Azienda Usl Toscana centro nell’ambito del bando del Servizio Civile Regionale 2026, promosso dalla Regione Toscana attraverso il progetto “Giovanisì”. L’iniziativa prevede complessivamente la selezione di 2.396 giovani da impiegare nei progetti attivi sul territorio regionale.
I posti residui riguardano diversi ambiti di attività e offrono ai giovani l’opportunità di svolgere un’esperienza formativa e di cittadinanza attiva all’interno dei servizi dell’Azienda sanitaria.
I progetti interessano settori strategici quali l’accoglienza e il supporto nella rete oncologica, i servizi territoriali e le Case della Comunità, la prevenzione, la salute mentale, la valorizzazione del patrimonio culturale aziendale, la formazione socio-sanitaria e la digitalizzazione.
Nel dettaglio, i posti ancora disponibili sono così distribuiti:
Accogliere per curare – Il Servizio Civile nella rete oncologica: 2 posti; Casa della Comunità: 9 posti; Il patrimonio culturale dell’Azienda Usl Toscana centro: 2 posti; Inn_FormOSS – Strategie innovative nel percorso: 1 posto; Prevenzione 2.0: 9 posti.
Le domande possono essere presentate esclusivamente online entro le ore 12.00 del 10 giugno 2026, accedendo tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi alla piattaforma regionale: https://servizi.toscana.it/sis/DASC.
Possono partecipare i giovani residenti, domiciliati o regolarmente soggiornanti in Toscana, di età compresa tra i 18 e i 29 anni (29 anni e 364 giorni alla data di presentazione della domanda), che risultino non occupati, disoccupati o inattivi.
Il Servizio Civile Regionale ha una durata di 12 mesi e prevede un impegno di 25 ore settimanali distribuite su cinque giorni. A ciascun volontario sarà corrisposto un assegno mensile di 507,30 euro.
Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo dedicato:
Il bando completo e tutte le informazioni utili sono disponibili sul sito della Regione Toscana: https://www.regione.toscana.it/-/servizio-civile-regionale-bando-per-la-selezione-di-2.396-giovani
In occasione della Giornata mondiale senza tabacco promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Asl Toscana centro richiama l’attenzione sui rischi legati al consumo di tabacco e nicotina, che continuano a rappresentare una delle principali cause evitabili di malattia e morte prematura.
Non sono soltanto le sigarette tradizionali a destare preoccupazione: anche sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato espongono a sostanze nocive e favoriscono la dipendenza da nicotina, soprattutto tra adolescenti e giovanissimi. I dati più recenti evidenziano infatti un abbassamento dell’età di iniziazione al fumo, con consumi già nella fascia tra gli 11 e i 13 anni e un incremento dell’utilizzo tra le giovani donne.
In Italia il 23% circa della popolazione adulta tra i 18 e i 64 anni è fumatrice. Circa il 9% utilizza contemporaneamente più prodotti contenenti nicotina, come sigarette tradizionali, elettroniche e tabacco riscaldato, aumentando così gli effetti dannosi sull’organismo.
“Le conseguenze per la salute riguardano numerosi apparati: danni respiratori e cardiovascolari, alterazioni del DNA, aumento del rischio di tumori – spiega il dottor Fabrizio Fagni, direttore Area Dipendenze dell’Asl Toscana centro - Anche il fumo passivo e le sigarette elettroniche comportano rischi significativi per la salute polmonare e cardiovascolare. Tosse e nausea, spesso sottovalutate soprattutto dai più giovani, sono segnali che confermano come questi prodotti non siano innocui”.
Per sostenere chi desidera smettere di fumare, nei territori dell’Asl Toscana centro sono attivi i Centri antifumo, percorsi dedicati di cura e supporto motivazionale gestiti da équipe multiprofessionali composte da medici, infermieri, psicologi ed educatori professionali.
Nel 2025 sono state 1.984 le persone che hanno intrapreso un percorso per uscire dalla dipendenza da nicotina nei servizi dell’Asl Toscana Centro: 830 nell’area pratese, 254 nel pistoiese, 105 nell’Empolese e 795 nell’area fiorentina.
I percorsi prevedono colloqui individuali, gruppi di auto-aiuto e trattamenti integrati personalizzati.
“Tra i supporti farmacologici utilizzati vi è anche la citisina – continua il dottor Fagni - principio attivo che agisce sui recettori della nicotina riducendo il piacere associato al fumo. Negli ultimi mesi sono aumentate le richieste di accesso a questo trattamento, erogato attraverso i Centri antifumo del Servizio sanitario nazionale. Per smettere di fumare sono però fondamentali motivazione personale, volontà e continuità nel percorso e il supporto specialistico aumenta le possibilità di successo”.
Per informazioni sulle modalità di accesso è possibile contattare i SerD territoriali dove sono presenti i Centri antifumo: https://www.uslcentro.toscana.it/diagnosi-e-cura/i-servizi-per-la-salute-mentale/i-servizi-per-le-dipendenze/modalita-di-accesso-servizi-per-le-dipendenze