Scritto da Valentina Scarponi, sabato 21 marzo 2026
Nei territori dell’Asl Toscana centro, dall’avvio del progetto regionale di sperimentazione della Psicologia di base (settembre 2024), sono state 1.050 le persone che si sono rivolte agli ambulatori, attivi in otto strutture tra case di comunità e presidi sanitari. I dati dei primi 18 mesi evidenziano risultati significativi: delle 1.050 persone che hanno intrapreso un percorso psicologico, 648 lo hanno già concluso, con un tasso di interruzione molto basso, pari al 3,7%. Il 71% degli accessi riguarda la popolazione femminile e il 29% quella maschile. L’età varia dai 10 ai 91 anni, a riprova del fatto che ormai tutte le generazioni sono consapevoli dell’importanza del benessere psicologico. La fascia di età prevalente è fra i 20 e i 55 anni.
Solo il 9% dell’utenza che si è rivolta agli psicologi di base è stata successivamente indirizzata ai servizi territoriali (Salute Mentale Adulti, Ser.D. ect). “Ciò conferma che la sinergia con i medici invianti ha funzionato molto bene – spiega la dott.ssa Guida Corsi Conticelli, responsabile del progetto e sostituta direttrice della UOC Psicologia dell’Asl Toscana centro - perché hanno ben differenziato fra chi inviare alla Psicologia di base e chi proseguire a inviare ai Servizi specialistici. E’ stata ben compresa la funzione di prevenzione del servizio, che serve proprio a intercettare precocemente il disagio, in modo che non cronicizzi trasformandosi in patologia psichica”.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, a Firenze si registrano complessivamente 545 accessi tra le case di comunità Le Piagge e Morgagni e il presidio sanitario Dalla Piccola. Sono 138 gli utenti che hanno fatto accesso nella casa di comunità di Calenzano, 125 in quella di Empoli e 108 nel presidio sanitario di Greve in Chianti. Nella casa di comunità di Vernio, in provincia di Prato, gli accessi sono stati 85, mentre in quella di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, si sono rivolte al servizio 49 persone.
Il servizio è gratuito e rafforza la collaborazione tra medicina generale e psicologia, contribuendo a rendere il supporto psicologico sempre più accessibile e vicino ai bisogni dei cittadini. L’accesso avviene, infatti, solo su invio del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta e il percorso prevede fino a un massimo di sei colloqui individuali.
“Con lo psicologo di base – continua la dott.ssa Corsi Conticelli - si lavora sugli aspetti critici che possono essere collegati agli eventi della vita di ciascuno: lutti, difficoltà di adattamento a cambiamenti familiari come le separazioni o l’uscita dei figli da casa, situazioni scolastiche, di lavoro e transizioni del ciclo di vita delle persone”.
In alcune sedi, come le Case di Comunità di Calenzano e Le Piagge, sono stati attivati anche incontri di Gruppo dedicati al benessere relazionale. Sono state inoltre implementate molte collaborazioni con le realtà del territorio (Società della Salute, Associazioni sportive).
La sperimentazione dello psicologo di base prosegue fino a marzo 2027 e si conferma un modello efficace di supporto psicologico di prossimità.
Un aiuto pratico per i servizi digitali
Attraverso i Punti digitale facile è possibile prenotare una visita o entrare nel proprio fascicolo sanitario elettronico
Scritto da Ufficio stampa, 20 marzo 2026
Firenze - L'Ausl Toscana centro ricorda che per prenotare una visita, entrare nel Fascicolo sanitario elettronico o usare lo Spid è possibile farlo attraverso i Punti digitale facile.
Ospedale di Comunità a Palazzo Ferroni a Signa. La visita dell’assessore Monni durante gli ultimi giorni di cantiere
In corso la costruzione delle pareti. Dieci posti letto a bassa intensità. Ristrutturati quasi 1000 mq
Scritto da Paola Baroni, giovedì 19 marzo 2026
Firenze – I lavori a Palazzo Ferroni, il nuovo ospedale di comunità con 10 posti letto per cure intermedie e riabilitazione, stanno rapidamente giungendo a conclusione. L’edificio storico nel cuore di Signa, sottoposto a una importante ristrutturazione, è stato visitato nel primo pomeriggio dall’Assessore regionale al diritto alla salute e al sociale, Monia Monni, durante un sopralluogo in cui ad accompagnarla c’erano anche il Direttore generale della Asl Toscana centro, Valerio Mari e il sindaco di Signa, Giampiero Fossi. Per il Comune di Signa anche la vicesindaca Marinella Fossi e i due assessori Andrea Di Natale (opere pubbliche) e Marcello Quaresima (politiche sociali). Per la Società della Salute fiorentina nord ovest, erano presenti il direttore, Andrea Francalanci, insieme al coordinatore sanitario della zona fiorentina nord ovest, Alessandro Pecchioli.
All’interno dei locali ristrutturati il gruppo è stato guidato dal responsabile unico del progetto per Asl Toscana centro, Ing. Laura Razzolini, da Costanza Cassani dello Studio CT ingegneria integrata di Roma cui è affidata la direzione dei lavori e da Giampiero Amadio dell’impresa esecutrice R.E.M.I. S.r.l.
Collocato su tre piani, Palazzo Ferroni si sviluppa su una superficie complessiva di circa 890 mq. La riqualificazione ha previsto un investimento complessivo di 3.002.706,00 € di cui 2.300.000 € di finanziamento PNRR.
“Stiamo lavorando a passo veloce per realizzare in tutta la Toscana settanta case di comunità e ventisei ospedali di comunità entro la fine di giugno” commenta l’assessora alla sanità e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni. “Sono le strutture finanziate con il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Prende in questo modo forma – prosegue – un nuovo modello di sanità territoriale. Servirà a portare le risposte più vicine ai cittadini e a prendere in carico la cronicità per liberare gli ospedali e permettere loro di trattare con ancora maggiore attenzione ed efficienza i casi acuti, ma anche liberare il pronto soccorso e dare una risposta a chi esce dall’ospedale e ha bisogno di una struttura di supporto per non essere lasciato solo o sola con i propri problemi”.
“Questo ospedale di comunità risponderà ai bisogni di cura di pazienti cronici, fragili e anziani – sottolinea il Direttore generale Mari - offrendo un livello di assistenza intermedio e accessibile. In questo modo, diventerà un presidio fondamentale della nuova sanità territoriale, capace di integrare servizi e migliorare la qualità delle cure, svolgendo una funzione complementare rispetto agli ospedali per acuti e rafforzando sul territorio della Asl Toscana centro un modello di assistenza più diffuso e vicino ai cittadini”.
Gli ambienti riqualificati
Al primo piano, destinato alle degenze, i lavori attualmente in corso riguardano il montaggio delle pareti per la costituzione di quattro camere singole e due doppie e degli ambulatori a servizio. Sempre a questo piano è stato realizzato un solaio sottotetto da destinare a locale tecnico.
Al piano terra saranno collocate sale per la riabilitazione, la zona medica per le visite e i servizi sanitari accessori, quali aree relax, palestra. Sempre al piano terra viene mantenuto l’ingresso principale pubblico su via Ferroni destinato prevalentemente all’arrivo dei visitatori alla struttura, con l’adeguamento strutturale dell’intero immobile utile alla definizione del nuovo layout.
La visita ha incluso anche un passaggio nel seminterrato destinato ai locali tecnici, ai depositi, agli spogliatoi e ai servizi accessori e dove è previsto l’accesso riservato alle persone con disabilità. Risulta, invece, ancora interdetto il primo piano dove sono in corso i lavori di costruzione delle scale di collegamento. Il cantiere condotto secondo le modalità previste dai requisiti PNRR, sarà chiuso nel rispetto dei tempi ad oggi previsti per il raggiungimento del target PNRR Missione 6 (M6C1 1.3 “Rafforzamento dell'assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture - Ospedali di Comunità”).
Pienamente soddisfatto il sindaco di Signa Giampiero Fossi:
“Esprimo grande soddisfazione nel vedere avanzare i lavori dell’ospedale di comunità, un intervento complesso che si sviluppa nel cuore della nostra città. Si tratta di una struttura strategica, destinata a diventare un punto di riferimento nel nuovo sistema sanitario e a servire un’area vasta di tutto il circondario. Il sopralluogo di oggi, svolto insieme ai tecnici, all’Assessora Monia Monni e al direttore generale Valerio Mari, ha confermato il buon andamento dell’opera: i lavori procedono in maniera positiva e, per certi aspetti, anche oltre le aspettative iniziali. Non era semplice intervenire su un edificio storico, caratterizzato da numerosi vincoli, ma il risultato che sta prendendo forma restituisce centralità a uno spazio pubblico di grande valore, che in passato ha rappresentato anche il primo palazzo comunale di Signa”.
D’accordo l’assessore ai lavori pubblici Andrea Di Natale: “Si tratta di un’operazione davvero importante per il nostro territorio, non solo perché riporterà a Signa funzioni sanitarie rilevanti, ma anche perché consentirà di sanare una ferita storica nel centro del paese. Recuperiamo, infatti, un volume da tempo inutilizzato, restituendolo alla comunità con nuovi servizi e attività a beneficio di tutta l’area Nord-Ovest. È un intervento che rappresenta a pieno titolo un progetto di rigenerazione urbana, basato sulla riconversione e sul recupero di uno spazio significativo, destinato a tornare vivo e utile per i cittadini”.
Il contesto assistenziale
La struttura di via Ferroni a Signa sarà l’anello di congiunzione con un modello di continuità ospedale territorio che in integrazione con i medici di medicina generale e gli specialisti delle Case di Comunità, offrirà una degenza intermedia tra ricovero acuti e fase post acuta. Servirà per accogliere chi è stato dimesso da un altro ospedale ma non potrà ancora tornare a casa e per i malati cronici, con degenze a bassa intensità di cura e a rapido turn over.
Il contesto assistenziale è quello della residenzialità a basso impatto sanitario e a prevalenza infermieristica sulle 24 ore. La copertura medica sarà garantita per 4 ore e mezza al giorno, sei giorni su sette. Saranno, inoltre, offerti servizi di riabilitazione e consulenza specialistica con l’obiettivo di favorire la riattivazione delle persone nella fase di post-acuzie e accompagnarle nel percorso di rientro a casa. In via di definizione sono le modalità di accesso che con tutta probabilità prevederanno l’invio dei pazienti da parte della Centrale operativa territoriale, Cot, o da parte dei medici di medicina generale.
Un progetto nato in perfetta sinergia fra il Comune di Scandicci e l’AUSL Toscana centro
Scritto da Ufficio Stampa, giovedì 19 marzo 2026
Firenze - È stato inaugurato oggi, 19 marzo, presso la TIN (Terapia Intensiva Neonatale) del presidio ospedaliero San Giovanni di Dio, il progetto “Nascere prima del tempo”. Un’iniziativa dedicata al sostegno della genitorialità fragile attraverso la lettura condivisa e il canto in età precoce.
Il progetto, che nasce da un’idea dell’Assessora Deleghe Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili e della Famiglia, Cultura della Legalità e Turismo, Fiorenza Poli del Comune di Scandicci, sviluppato e promosso con i volontari di AUSER, di Nati Per Leggere, e tutta l’equipe della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (TIN) di Torregalli con l’obiettivo di sviluppare una progettazione condivisa, operatori sanitari, volontari e genitori, sui temi del benessere e della salute fin dall’epoca neonatale.
“È importante sostenere la genitorialità tutta ed in particolar modo quella più fragile – dichiara l’Assessora Poli - promuovere gesti semplici come la lettura o il canto accanto alla incubatrice significa diffondere buone pratiche di attaccamento sicuro tra genitori e neonati: il libro e la musica diventano strumenti per costruire relazioni interrotte bruscamente da una nascita prematura. Ringrazio tutto il personale della Tin che ha subito accolto il progetto ed ha permesso la sua realizzazione e ringrazio al tempo stesso i volontari di Nati per Leggere che con Auser renderanno possibile tutto questo".
La nascita prematura rappresenta un evento complesso, spesso traumatico, che interrompe bruscamente la continuità della relazione madre–neonato e costringe la famiglia ad affrontare un percorso sanitario intenso e delicato. Numerosi studi scientifici evidenziano come il contatto vocale precoce tra genitori e bambini prematuri favorisca una maggiore stabilità cardiorespiratoria, un incremento più rapido del peso e una migliore risposta agli stimoli dolorosi. La voce dei genitori, già riconosciuta dal bambino durante la vita intrauterina, costituisce un ponte naturale tra prima e dopo la nascita.
In Terapia Intensiva Neonatale, non è la voce registrata a fare la differenza, ma quella viva e diretta, accanto all’incubatrice o durante la kangaroo-care. Il dialogo fatto di parole, canto e lettura ad alta voce attiva una relazione reciproca: i vocalizzi del genitore si modulano sulle reazioni del bambino, favorendo un’interazione che sostiene l’attaccamento sicuro e rafforza la competenza genitoriale.
Le evidenze scientifiche indicano inoltre che i bambini nati prematuri possono presentare, nel tempo, maggiori fragilità nello sviluppo linguistico e cognitivo, anche a causa dell’esposizione a contesti altamente medicalizzati e alla riduzione degli stimoli relazionali. Un ambiente arricchito di parole e di scambi affettivi, già durante il ricovero, rappresenta dunque un investimento concreto sullo sviluppo futuro.
"Innegabile – sottolinea Gianpaolo Mirri, Direttore SOC Neonatologia e TIN del San Giovanni di Dio - è il vantaggio per il benessere complessivo dei neonati e delle loro mamme e, lo voglio sottolineare, in termine di "benessere", altrettanto per noi che operiamo sul campo, sentirci parte di un "movimento" che nasce dalla sensibilità della comunità a cui appartiene il nostro ospedale, solidali e partecipi con iniziative il cui significato va oltre gli aspetti clinici e terapeutici in senso stretto. Grazie quindi all'Assessora, grazie ai volontari, grazie al territorio e alla comunità di Torregalli".
Il progetto presentato oggi si articola in una serie di azioni operative:
Lo scorso 10 gennaio il Dott. Giovanni Sassudelli (Neonatologo) e le infermiere Dott.sse Antonella Inguì e Sara Capecchi della TIN di Torregalli hanno svolto un incontro formativo rivolto ai volontari di AUSER e di Nati Per Leggere, che avranno un ruolo di accompagnamento e orientamento per le famiglie durante il percorso in reparto e nel post dimissione. In rete con loro anche l’associazione Piccino Picciò, attiva nel sostegno ai genitori dei neonati ricoverati.
Il progetto, vista la sua importanza, verrà proposto e inserito nei temi di confronto inerenti la gravidanza e il parto all’interno degli incontri di accompagnamento alla nascita coordinati dalla Dott.ssa Eleonora Tucci Coordinatrice Ostretrica della SOC Ostetricia e Ginecologia del San Giovanni di Dio.
L’inaugurazione e la presentazione del progetto, avvenuta oggi alle ore 13.30, alla presenza, fra gli altri, dell’Assessora Fiorenza Poli, del Dottor Daniele Cultrera, della Direzione Sanitaria di Presidio, del Direttore TIN Dottor Gianpaolo Mirri, della Dott.ssa Caterina Cappelletti Coordinatrice Infermieristica della Neonatologia e TIN, Dott.ssa Elvira Bargagni Logopedista e Laura Rossi dell’Associazione Piccino Picciò, ha preceduto l’avvio dei primi incontri con i genitori che erano programmati per le ore 14.00. La data del 19 marzo, festa del papà, conferisce all’iniziativa un significato ulteriore: riconoscere il ruolo di entrambi i genitori nella costruzione della relazione con il neonato, anche in un contesto di cura intensiva.
“Nascere prima del tempo” si propone così di offrire strumenti semplici e concreti — la lettura, il canto, la parola — che possano accompagnare le famiglie non solo durante il ricovero, ma anche dopo le dimissioni, trasformando un’esperienza segnata dalla fragilità in un percorso di relazione consapevole e condivisa.
Scritto da Ufficio Stampa, giovedì 19 marzo 2026
Firenze – È partita da qualche giorno la campagna di screening mammografico dell’Azienda USL Toscana Centro in collaborazione con ISPRO, rivolta alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni residenti nei comuni di Pontassieve, Pelago e Rignano sull’Arno.
L’ospedale più antico di Firenze al terzo posto per numero di premi “Angels”. “Il viaggio continua”
Scritto da Paola Baroni, martedì 17 marzo 2026
Firenze– C’è una parete all’interno del Pronto Soccorso di Santa Maria Nuova tappezzata dei 25 attestati Diamond del prestigioso premio internazionale “ESO-Angels Awards”, che hanno portato l’ospedale, con il suo Stroke Team, al terzo posto per numero di premi a livello mondiale. E accanto ai premi, ad arricchire la stessa parete, i grafici di otto anni di monitoraggi che fotografano i dati più significativi del tempo intercorso per ogni paziente, dall’ingresso in Pronto Soccorso all’inizio del trattamento con trombolisi. Dati che sono il frutto della collaborazione attenta di questi ultimi anni fra medici del Pronto Soccorso, Radiologia e Stroke team di Santa Maria Nuova.
All’ospedale San Giuseppe attivato nel 2024 un servizio specialistico dedicato ai disturbi della voce e della deglutizione. Percorsi multidisciplinari, tecnologie avanzate e chirurgia mini-invasiva. L’esperto internazionale Marc Remacle ospite per un confronto scientifico sull’organizzazione e sull’attività clinico-chirurgica
Il servizio riguarda le visite specialistiche ambulatoriali mentre non è disponibile per gli esami di laboratorio
Scritta da Andrea Bazzoni, 17 marzo 2026
FIRENZE - La self accettazione è un servizio già operativo e in evoluzione che al momento riguarda le visite specialistiche ambulatoriali prenotate ed erogate nei tredici ospedali della rete aziendale.
Ecco le strutture dell'Azienda USL Toscana Centro in cui è possibile fare la self accettazione:
Pistoia - Il Polo Odontoiatrico del presidio Il Ceppo resterà chiuso da oggi, lunedì 16 marzo, fino al 27 marzo per consentire lo svolgimento di lavori relativi all’antincendio previsti dal PNRR.