Dipartimento Prevenzione

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PEER EDUCATION fotoIl progetto Peer Education coinvolge le scuole secondarie di secondo grado ed è coordinato dalla Promozione della Salute della Azienda Usl Toscana Centro, con la partecipazione del Dipartimento delle Dipendenze, dei Consultori Giovani, della Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i Tumori) e della Cooperativa Rete Sviluppo.
La peer education concepisce gli adolescenti non solo come soggetti a rischio ma come risorse in grado di costruire il loro sviluppo in interazione con il mondo degli adulti.
In questo anno scolastico particolare che ha visto negate le consuete attività in presenza previste dal progetto, comunque la Peer Education non si è fermata. I percorsi di riflessione sul benessere e sugli stili di vita che le scuole da anni portano avanti si sono necessariamente riconvertite in attività a distanza.
Partendo dalla necessità di operare online, si è scelta una modalità esperienziale che rende protagonisti i ragazzi proprio sui luoghi digitali che essi abitano, in particolar modo sul mondo dei social network, e, in particolare è stato scelto di utilizzare Instagram e i linguaggi propri dei più giovani e dei social. Nel territorio della AUSL sono state coinvolte in tutto 15 scuole secondarie di secondo grado.
Ogni gruppo di peer delle diverse scuole ha scelto un tema da approfondire, considerato prioritario per il proprio benessere e quello dei coetanei.
Sono stati scelti alcuni temi sulle dipendenze, in particolare il fumo di tabacco e di alcol perché i ragazzi stessi ne vedono l’utilizzo diffuso fra i loro coetanei e si interrogano su cosa significa dipendenza, sulle conseguenze e sui meccanismi sottesi ad essa anche quella da gioco d’azzardo che vedono diffondersi fra i loro coetanei e gli adulti.
Il tema più interessante è quello delle relazioni, sia nelle forme in cui queste possono creare sofferenza (cyberbullismo) ma anche come importante veicolo di benessere e incontro con l’altro anche in termini di affettività e sessualità. Quest’ultimo è un tema di cui i giovani adolescenti chiedono sempre più di poter parlare fra loro e con adulti di riferimento in maniera scientifica e serena in quanto, altrimenti trovano più spesso riferimenti poco accreditati sul web e sui social
Alla base, molti ragazzi hanno voluto approfondire principalmente quali sono quei fattori di protezione (life skills) che li aiutano a crescere in modo armonico e responsabile, gestire le proprie emozioni, a stare bene con se stessi e a costruire buone relazioni con gli altri.
Dopo gli incontri con gli esperti della Azienda USL e dell’Associazione LILT su vari temi scelti, il percorso è proseguito con un training formativo di educazione e animazione digitale grazie alla collaborazione con professionisti del settore della cooperativa Rete Sviluppo di Firenze, in modo che gli studenti acquisissero le conoscenze di base, secondo il metodo della “Social Challenge”, per trasformarsi in “influencer di buoni messaggi”.
Ogni gruppo quindi si è messo al lavoro producendo post e storie creative sul proprio profilo di Instagram, cercando di diffonderli il più possibile tra i propri followers, amici e familiari.
Sono stati creati 111 profili Instagram e sono stati raggiunti, al momento, 10.480 follower, per lo più ragazzi delle scuole dell’area territoriale coinvolta.
Le squadre di Peer educator all’interno degli Istituti hanno iniziato il confronto in vere e proprie “sfide” virtuali. In un secondo momento la competizione si estenderà a tutte le scuole partecipanti a livello interprovinciale (Firenze, Pistoia, Prato, Empoli), con una super sfida finale il 27 maggio su Zoom vedi
I profili, post e le storie prodotte dai peer educator saranno valutati da studenti delle tre consulte provinciali e da una giuria di esperti.

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