Pubblichiamo con piacere sul nostro sito web il racconto di un operatore sanitario in pensione, per il quale il lavoro diventa testimonianza di impegno quotidiano. «Alla base dell’assistenza ci sono empatia, responsabilità e spirito di servizio»
Scritto da Ufficio stampa, 3 aprile 2026
Firenze - Quarantadue anni tra le corsie non rappresentano solo un traguardo professionale, ma un’eredità di umanità che oggi ritorna come bussola per chiunque indossi una divisa sanitaria.
Riceviamo questa lettera del signor Andrea Menicacci e con piacere pubblichiamo sul nostro sito aziendale questa sua riflessione con la quale ripercorre i suoi quarantadue anni di servizio. Menicacci, diventato dipendente all'ospedale di Prato nel 1974 dopo aver fatto un'esperienza come apprendista elettricista, ha vissuto da protagonista l'evoluzione della sanità locale, dapprima come ausiliario quindi come infermiere professionale. Le sue parole le aveva già affidate alcuni anni fa, era il 2022, alla rivista "Città Nuova" che pubblicava una sua lettera.
Il suo racconto è assieme memoria e riflessione personale attraverso la quale descrive l’assistenza come atto di profonda solidarietà. Menicacci invita i colleghi a guardare oltre la routine, ricordando che «il vostro non è soltanto un lavoro ma una missione». In un’epoca segnata da sfide complesse, l'autore esorta gli operatori, definiti «angeli che indossano una divisa», a un impegno totale: «amate ciò che fate... amate immensamente ciò che fate. Perché il vostro non è soltanto un lavoro ma una missione».
Dalle sue parole emerge una lezione appresa direttamente dal contatto con la sofferenza. Ricordando i suoi mentori, Menicacci sottolinea come il segreto della cura risieda nell'empatia radicale: «Se fossi al suo posto (il paziente) come vorrei essere trattato?». Questo interrogativo diventa il cardine di una professione che richiede pazienza e la capacità di considerare ogni paziente come un membro della propria famiglia. E la riflessione sul tema rispecchia quindi i valori dell’assistenza infermieristica.
La sua testimonianza descrive il senso della comunità ospedaliera: «Non si vive per sempre insieme, ma si sta insieme per vivere, si sta insieme per ricevere, ma soprattutto si sta insieme per donare». È proprio questa dinamica del dono a rendere il lavoro sanitario un'esperienza sociale unica, capace di arricchire chi cura tanto quanto chi viene curato.
Andrea Menicacci conclude il suo messaggio con un augurio che è anche un impegno verso il futuro, firmandosi con quel motto che lo ha accompagnato per oltre quattro decenni: «Sempre in marcia». Una marcia che continua idealmente attraverso le mani e il cuore di tutti gli operatori che oggi portano avanti, con la stessa dedizione, la missione del soccorso e dell'ascolto.
Leggi e scarica la lettera del signor Andrea Menicacci apparsa anche sulla rivista “Città Nuova” del 2022
