Pistoia - La SOC Oculistica dell’ospedale San Jacopo di Pistoia ha avviato un nuovo percorso per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa per alcuni gruppi di pazienti con particolari necessità cliniche, grazie all’attivazione di una seduta operatoria con anestesista, ogni due settimane, dedicata agli interventi su persone fragili. Si tratta di pazienti affetti da gravi disturbi d’ansia o claustrofobia, scarsamente collaboranti oppure con comorbilità importanti, per i quali è necessario un supporto anestesiologico più strutturato o l’anestesia generale.
Fino al 2025 questa tipologia di interventi veniva effettuata solo occasionalmente e ora, grazie alla collaborazione con la Direzione sanitaria e con il Dipartimento delle Specialistiche chirurgiche - diretto dal dottor Stefano Michelagnoli - è stato possibile garantire una disponibilità programmata della sala operatoria, offrendo a questi pazienti una risposta più tempestiva e adeguata ai loro bisogni.
Gli interventi riguardano diverse patologie della sfera oculistica, tra cui cataratta, vitrectomia in elezione, glaucoma. Nei casi di patologia bilaterale, come la cataratta in entrambi gli occhi, viene spesso eseguito un intervento bilaterale nella stessa seduta chirurgica, così da sottoporre il paziente a una sola anestesia generale.
“L’attivazione di una seduta operatoria dedicata rappresenta un passo importante per garantire equità di accesso alle cure anche ai pazienti più fragili - sottolinea la dott.ssa Lucilla Di Renzo, direttrice del presidio ospedaliero - Grazie a un lavoro congiunto tra direzione, professionisti e dipartimento siamo riusciti a strutturare un’organizzazione che consente di programmare gli interventi con maggiore continuità, assicurando a queste persone un percorso più appropriato”.
Accanto a questa novità organizzativa, da febbraio 2026 al San Jacopo è stato attivato anche il percorso “Secondo occhio”, un progetto a valenza aziendale attivo anche all’ospedale Santo Stefano di Prato e che sarà esteso a tutte le strutture di Oculistica.
“Il nuovo percorso prevede un’agenda CUP dedicata ai pazienti già operati di cataratta a un occhio che presentano indicazione clinica a intervenire sul secondo in tempi brevi – spiega il direttore della SOC Oculistica, Vanni Borgioli - Tra questi rientrano, ad esempio, pazienti con cataratta avanzata bilaterale o persone in età lavorativa per le quali un’attesa prolungata comporterebbe un significativo disagio funzionale”.
Grazie a questa organizzazione, i pazienti con cataratta bilaterale possono essere operati al secondo occhio entro 30–60 giorni dal primo intervento, evitando di dover ripercorrere l’intero iter di prenotazione e di reinserirsi nella lista unica d’attesa.
