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La struttura di via Mainardi opererà come un centro hub con Cup, ambulatori per i medici di medicina generale e specialisti, l'ambulatorio Pir e l'infermiere di famiglia. È in funzione da maggio, a giugno saranno completate le opere esterne

Scritto da Andrea Bazzoni, 8 giugno 2026

Empoli - La casa della comunità (CdC) “Monsignor Luciano Niccolai” di Santa Croce sull’Arno, in via Mainardi, ha ufficialmente ottenuto la certificazione di conformità agli standard previsti dal decreto ministeriale 77/2022. Si tratta di un passaggio cruciale che attesta il rispetto dei requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici imposti dal Pnrr per l'assistenza territoriale.

Questo traguardo conferma la struttura come uno snodo fondamentale della rete sanitaria locale. «L'ottenimento di questa certificazione – afferma il direttore generale dell'Ausl Toscana centro, Valerio Mari - non è un semplice traguardo tecnico, ma la conferma che la nostra visione di sanità territoriale sta prendendo vita. La struttura di Santa Croce, nel suo ruolo di hub, garantisce risposte che vanno oltre la cura clinica. Portare la salute dentro la comunità significa ridurre le distanze e prendersi cura del benessere quotidiano di ognuno».

«L'ottenimento della certificazione rappresenta un obiettivo strategico che va ben oltre l'adempimento burocratico – spiega il dottor Franco Doni, direttore della Società della salute Empolese Valdarno e Valdelsa –. Queste strutture sono il vero cuore della riforma dell'assistenza sanitaria di prossimità. La casa della comunità ha un ruolo centrale e si realizza quella sanità territoriale che è il pilastro del nuovo sistema salute».

All'interno dei diversi edifici che compongono la struttura, i cittadini troveranno un'offerta assistenziale integrata.

«Questa struttura – dice il sindaco di Santa Croce sull'Arno Roberto Giannoni – nasce da una sinergia che va oltre le parole, tra l'amministrazione comunale e la Società della Salute. L'amministrazione comunale da quando sono sindaco ha sempre chiesto e posto un unico vincolo, ovvero che questo edificio e i servizi che eroga fossero veramente vicini alla popolazione. Credo che la Sds abbia saputo cogliere pienamente questi obiettivi a cominciare dal nome, chiesto da noi, che porterà il complesso intitolato a Monsignor Luciano Niccolai, parroco del territorio che servì a Santa Croce come cappellano dopo l'ordinazione e fu il fondatore dei Lupi Pallavolo.

«I lavori – prosegue – sono stati svolti in tempi relativamente veloci, considerando la mole dell'intervento e questa certificazione, sicuramente conferma che è stato fatto un buon lavoro dal punto di vista del rispetto delle norme vigenti.

«Avere una struttura come l'hub nel centro di Santa Croce, permette una razionalizzazione e un perfezionamento dei servizi, ma sicuramente rappresenta un passo fondamentale in quel processo di avvicinamento della sanità al paziente. Una 'sanità diffusa' quindi, concetto nato tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo e che qui a Santa Croce trova piena attuazione nelle strutture di via Mainardi», conclude Roberto Giannoni.

La casa della comunità di Santa Croce opererà come un centro hub, garantendo un'area accoglienza con personale di segreteria e Cup, ambulatori per i medici di medicina generale e specialisti in dermatologiareumatologiaurologiaortopedia ed otorinolaringoiatria. L'offerta comprende anche il punto prelievi, l'ambulatorio ostetrico-ginecologico, il consultorio giovani, l'odontoiatria, la continuità assistenziale e il Punto di intervento rapido (Pir) e la presenza dell'infermiere di famiglia, Pua e servizi sociali dedicati all'integrazione socio sanitaria.

Il dottor Paolo Amico, direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della zona, sottolinea l'impatto di questa riorganizzazione: «La nostra priorità – afferma – è l'accessibilità dei servizi per la popolazione. Disporre di un luogo unico che integri i servizi sociali, i programmi di screening e vaccinazioni, oltre a strumentazioni diagnostiche di primo livello e telemedicina, cambia radicalmente l'esperienza di cura del paziente. È un modello che potenzia l'empowerment dei cittadini, specialmente per chi affronta percorsi di cronicità».

Il volto architettonico della struttura è il risultato di un intervento complesso da 2,4 milioni di euro. I lavori hanno trasformato il distretto socio-sanitario esistente attraverso la riqualificazione funzionale dei blocchi A e B (600 mq complessivi), con l'adeguamento della prevenzione incendi e il rifacimento totale degli impianti e delle finiture. La novità più rilevante è il blocco C: un nuovo edificio di 200 mq nato dalla demolizione e ricostruzione di un immobile confinante, specificamente progettato per ospitare sette ambulatori dei medici di medicina generale.

«Il cantiere ha seguito tappe precise per minimizzare i tempi e mantenere inalterati i servizi sanitari offerti nel distretto socio sanitario – precisa l'ingegner Luca Tani, direttore Area manutenzione e gestione investimenti Empoli –. I lavori sono iniziati il 9 novembre 2023 e sono andati avanti secondo cronoprogramma: gli interventi interni si sono conclusi ad aprile, permettendo l'entrata in funzione della struttura già nel mese di maggio. Stiamo ultimando le opere esterne, che saranno completate entro la fine di giugno, consegnando così alla comunità una struttura moderna, sicura e tecnologicamente avanzata».