Scritto da Daniela Ponticelli

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La giornata internazionale delle ostetriche venne celebrata per la prima volta il 5 maggio 1991, e da allora è stata osservata in più di 50 nazioni in tutto il mondo, tra cui l'Italia. Una ricorrenza dentro un’altra più grande: Il Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha dichiarato che: “L'OMS è orgogliosa di designare il 2020 come Anno dell’infermiera/e e dell’ostetrica “.
Queste due professioni sanitarie hanno un valore inestimabile per la salute delle persone di tutto il mondo. Senza infermieri e ostetriche non si raggiungerebbero gli obiettivi di sviluppo sostenibile o la copertura sanitaria universale.”
Di seguito il messaggio: "La valorizzazione della professione infermieristica promossa dall’OMS è stata in qualche modo un’anticipazione teorica di quanto si è evidenziato nella pratica di questi terribili mesi di pandemia: il ruolo fondamentale nell’assistenza e nel supporto operato dagli infermieri verso i malati di Covid19, rimbalzato con enfasi in tutti i media.
Meno evidente è stato il ruolo svolto dalle ostetriche nonostante esse abbiano evidenziato come le nascite avvengano anche in epoca di emergenza, e come portino avanti il tema de “la vita continua”.
Vogliamo invece ringraziare tutte le ostetriche che in queste settimane hanno faticosamente mantenuto l’equilibrio tra la tutela della salute e la necessità di vicinanza, tra le indispensabili barriere fisiche e la richiesta di supporto, tra la prevenzione del contagio e la promozione di un vissuto positivo dell’evento nascita.
Sappiamo che non è stato facile: destreggiarsi tra nuove regole e protocolli, spesso aggiornati in corso d’opera a seguito dell’evolversi delle disposizioni, in organizzazioni in costante cambiamento per arrivare a definire i percorsi covid/no covid, che proteggessero le donne e i bambini prima ancora che gli stessi operatori, cercando in questo clima di incertezza di garantire un po’ di normalità e positività a quelle donne che hanno partorito in questo momento e alle quali per necessità è stato negato il clima di festa e di condivisione coi propri cari che la nascita generalmente comporta.
L’attuale pandemia ha portato a numerose riflessioni, proprio sull’importanza delle professioni sanitarie. Questa giornata ha un significato molto importante poiché oggi più che mai le ostetriche sono al fianco delle donne, di ogni nazionalità , religione, classe sociale, non solo nell’assistenza alle gravidanze, al parto e post partum e nella promozione dell’allattamento ma in ogni fase della loro vita di donne, anche in situazioni difficili come la scelta dell’interruzione di gravidanza, con un ruolo di sostegno nelle fragilità e nella solitudine che molte donne oggi purtroppo si trovano a vivere, e ancora come sentinelle per evidenziare precocemente casi di depressione post partum e di violenza domestica"
