Prato - Unâevoluzione del modello di assistenza territoriale per accompagnare la persona e la sua famiglia nei momenti di maggiore fragilitĂ . Ă in questa prospettiva che si inserisce il progetto dellâOSS a domicilio, attivato nel territorio di Prato e che integra, accanto al modello dellâInfermiere di Famiglia e ComunitĂ , la figura dellâOperatore socio sanitario (Oss) per rispondere ai bisogni dellâassistito al proprio domicilio e dei suoi familiari.
Nei primi sei mesi di attivazione del progetto, sono giĂ 302 le prestazioni dellâOSS al domicilio del paziente, per un totale di 95 famiglie seguite nella zona nord del territorio pratese, comprendente il distretto di Prato nord, Prato ovest, la Casa della ComunitĂ di Vaiano e la Casa della ComunitĂ di Vernio, con il coordinamento infermieristico del dott. Walter Luongo.
Il percorso, curato dai coordinatori infermieristici territoriali della SOC Assistenza Infermieristica Area Territoriale di Prato, afferente al Dipartimento di Assistenza Infermieristica e Ostetrica dellâAsl Toscana centro diretto dal dottor Paolo Zoppi, prende avvio a seguito della richiesta di presa in carico da parte della Centrale Operativa Territoriale (COT). Il caso viene quindi studiato dallâInfermiere di Famiglia e di ComunitĂ (IFeC) referente dellâassistito, che, sulla base dei bisogni rilevati, può coinvolgere giĂ dal primo accesso domiciliare lâOperatore Socio-Sanitario (OSS) presente allâinterno del proprio presidio.
Lâintervento dellâOSS è rivolto in particolare allâeducazione di base del caregiver e dei familiari, attraverso la trasmissione di competenze e conoscenze relative allâigiene, alla cura della persona e alla mobilizzazione, con lâobiettivo di rendere progressivamente il familiare autonomo nella gestione delle attivitĂ assistenziali quotidiane.
Dopo un primo incontro congiunto a domicilio e una valutazione effettuata con lâIFeC, lâOSS pianifica insieme alla famiglia gli accessi necessari per realizzare il percorso educativo. Ogni accesso e ogni attivitĂ svolta vengono quotidianamente registrati attraverso un apposito strumento di monitoraggio, consentendo cosĂŹ di documentare lâattivitĂ e seguirne lâevoluzione.
Una volta completato il percorso formativo, il caregiver è messo nelle condizioni di svolgere autonomamente le attivitĂ per le quali è stato formato. In questa fase gli accessi domiciliari dellâOSS vengono sospesi, per lasciare spazio a un successivo momento di rivalutazione, generalmente dopo circa una settimana o dieci giorni.
Lâaccesso di rivalutazione permette di verificare direttamente se il caregiver sta eseguendo correttamente le manovre assistenziali apprese. Se lâeducazione si è dimostrata efficace, il percorso può concludersi con la chiusura del contatto. Qualora emergano invece difficoltĂ o necessitĂ ulteriori, viene programmato un nuovo intervento.
âIl progetto nasce con lâobiettivo di rispondere al meglio ai bisogni assistenziali, educativi e relazionali della persona e della sua famiglia - spiega la dott.ssa Monica Chiti, direttore SOC Assistenza Infermieristica Area Territoriale Prato - Quando un familiare si trova improvvisamente a dover gestire una condizione di non autosufficienza, può trovarsi ad affrontare cambiamenti significativi nella propria routine quotidiana e, in molti casi, a svolgere per la prima volta attivitĂ assistenziali per le quali non possiede alcuna esperienza. In questo contesto, supporto, educazione e accompagnamento diventano strumenti fondamentaliâ.
