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Esami Diagnostici effettuati dalla Radiologia dell'Ospedale Santo Stefano di Prato:

La radiologia interventistica è una branca della radiologia medica che comprende tutte le procedure invasive o mini-invasive diagnostiche e terapeutiche effettuate mediante la guida e il controllo delle metodiche radiologiche, quali fluoroscopia, tomografia computerizzata ed ecografia.
Una delle procedure eseguite nella Radiodiagnostica di Prato è la Biopsia Eco o TC guidata, la quale consiste nel prelievo di una porzione o di un frammento di tessuto per essere analizzato al microscopio o anche con tecniche di microbiologia o biologia molecolare.

La Radiologia è la branca della medicina che si occupa di fornire informazioni diagnostiche attraverso l’acquisizione di immagini del corpo umano mediante l’utilizzo di raggi X (radiazioni ionizzanti).  L’esame si svolge sotto la guida del TSRM e una volta terminata l’indagine, è possibile tornare alla vita quotidiana senza alcuna accortezza particolare. I raggi X tuttavia possono, ad alte dosi e nel tempo, avere effetti dannosi e per questo motivo, durante l’esecuzione dell’esame, il Tecnico di Radiologia adotta sempre misure di protezione (basso dosaggio, limitazione del campo da irradiare, scelta delle proiezioni idonee allo studio richiesto). L'uso di schermi di protezione anti Rx non è più consigliato, come stabilito dall’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM), dalla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) e dalla Federazione delle Associazioni Scientifiche dei Tecnici di Radiologia (FASTeR) come da seguente documento. Presso il Nuovo Ospedale di Prato - "Santo Stefano" sono presenti tre diagnostiche di radiologia digitale diretta e un apparecchio telecomandato di radiologia digitale per l'esecuzione di esami contrastografici. Completano l'organico una diagnostica RX adibita ai pazienti provenienti dal Pronto Soccorso e apparecchi portatili per l'esecuzione di esami in sala operatoria o a pazienti non trasportabili.

L'ecografia è una tecnica diagnostica che utilizza un’onda sonora ad alta frequenza (ultrasuoni), diretta all’interno del corpo. I tessuti riflettono gli ultrasuoni e l’eco prodotta viene elaborata da un computer che restituisce un’immagine. Questa tecnica è utile per studiare quasi tutti gli organi del corpo umano. L'esame ecografico consente di ottenere l’immagine in tempo reale di organi interni, vasi sanguigni, strutture e sottostrutture del corpo, alla ricerca di dati diagnostici. L'ecografia non comporta l'impiego di raggi X. Non presenta alcun effetto collaterale ed è ripetibile più volte senza rischi per la salute (viene infatti comunemente impiegato anche sulle donne in gravidanza). L’esame non è doloroso né fastidioso ed è di breve durata.  Il giorno dell’esame è necessario portare la richiesta del medico con l’indicazione del quesito diagnostico, i referti di eventuali esami precedenti relativi al problema/parte del corpo da esaminare (TC, Risonanze magnetiche, scintigrafie, radiografie). Il genitore che accompagna il proprio figlio/a minorenne può entrare nella sala ecografica, se il minore ne fa richiesta.                         

Preparazione: 

  • Per lo studio del collo, delle parti molli superficiali o delle strutture muscolo-tendinee non è necessaria nessuna preparazione.
  • Nello studio dell’addome si consiglia rimanere a digiuno da qualche ora, ad esclusione dei pazienti diabetici, per un'ottimale valutazione della colecisti e per avere una minore interferenza da parte di anse intestinali che sono distese e mobili in fase post-prandiale. 
  • Per lo studio della vescica e della piccola pelvi è utile assumere liquidi per ottenere una discreta distensione vescicale. Si raccomanda di bere da un minimo di mezzo litro, ad un litro di acqua, trattenendo le urine fino al momento dell’esame (sono esclusi i bambini ed i pazienti cardiopatici o nefropatici sottoposti a restrizioni idriche, che dovranno chiedere in merito al proprio medico curante).
  • Per lo studio transrettale della prostata (che richiede l’introduzione nel retto della sonda ecografica dedicata) è opportuno effettuare almeno una ora prima dell’esecuzione dell’esame un piccolo clistere di pulizia del retto, a tipo clisma fleet.

L’ecografia con mezzo di contrasto consiste nell’esecuzione di un esame ecografico tradizionale con la somministrazione di mezzo di contrasto endovenoso. Il mezzo di contrasto utilizzato in ecografia è costituito da una soluzione contenente microbolle e che racchiudono al loro interno un gas inerte. Viene iniettato per via endovenosa attraverso una vena del braccio. L’esame non è doloroso. Tale mezzo di contrasto può essere utilizzato anche nei pazienti con insufficienza o ridotta funzionalità renale.

La TC, comunemente chiamata TAC (tomografia assiale computerizzata), è un esame diagnostico di secondo livello, che impiega un’apparecchiatura a raggi X. Il paziente che si sottopone a questa tipologia di esame, viene fatto distendere su un lettino che si muove all’interno di una struttura ad anello aperta. L’esame è rapido, con un tempo comprensivo di preparazione ed esecuzione dell’esame che si stima intorno ai 15-20 minuti, ma che può variare a seconda delle parti del corpo da esaminare, della patologia da studiare e dalla necessità di iniettare il mezzo di contrasto. Terminato l’esame, è possibile tranquillamente tornare alla vita quotidiana. Se è stato somministrato il mezzo di contrasto, è necessario bere tanta acqua dopo l’esame per facilitare l’eliminazione del contrasto attraverso l’urina nei 2-3 giorni successivi. In alcuni esami TC, per consentire una corretta diagnosi, è invece richiesta la somministrazione endovenosa di un farmaco (mezzo di contrasto, MDC) per un’adeguata visualizzazione e valutazione delle strutture vascolari (arterie o vene) e/o degli organi interni del corpo (fegato, reni, milza, ecc.). In questo caso, si consiglia di rimanere in Radiologia almeno 30 minuti dopo la fine dell’esame, soprattutto in caso di primo esame con utilizzo di mezzo di contrasto. Presso il Nuovo Ospedale Santo Stefano di Prato sono presenti 3 apparecchiature TC, dotate anche di intelligenza artificiale, dedicate agli utenti esterni, pazienti ricoverati presso i nostri reparti e pazienti del Pronto Soccorso.  Dal momento che le radiazioni ionizzanti sono potenzialmente dannose per le cellule umane, la TC potrebbe essere controindicata (salvo emergenza) in caso di gravidanza accertata o sospetta. Per eseguire l’esame diagnostico senza mezzo di contrasto non è necessario presentarsi a digiuno.

Nel caso invece dell’utilizzo di MDC (Mezzo di Contrasto) il paziente dovrà essere digiuna/o da almeno 5 ore. Al fine della somministrazione del MDC, il personale infermieristico provvederà, prima dell’esecuzione dell’esame TC, al posizionamento di una ago-cannula in una vena. Nel caso di pazienti portatori di PowerPorth o PowerPICC, potranno essere utilizzati questi accessi venosi, previa documentazione che attesti l’idoneità al MDC, che nel caso di esami diagnostici, può richiedere una velocità di infusione superiore a quella comunemente impiegata per la somministrazione di altri farmaci (ad esempio chemioterapici). I mezzi di contrasto iodati utilizzati per gli esami TC sono eliminati per via renale e per tale motivo è necessario che i valori di creatinina ematica e stima del filtrato glomerulare (e-GFR) siano nella norma. Questi esami ematici non dovranno essere anteriori a 1 mese dalla data di esecuzione dell’esame.

Nel caso di pazienti diabetici in terapia con Metformina che presenta riduzione dei valori di funzionalità renale, dovrà sospendere il farmaco nelle 24 ore antecedenti l’esame TC, e previo controllo successivo all’esame TC della creatinina ematica e validazione da parte del medico curante, riassumere la metformina dopo 48 ore dall’esame TC.

Lo Iodio contenuto nel MDC potrebbe interferire con la funzionalità tiroidea, incrementando in maniera eccessiva, e potenzialmente molto dannosa, la produzione di ormoni tiroidei. Per tale motivo la loro somministrazione controindicata in caso di ipertiroidismo manifesto.

>>> Consulta la modulistica informatica sulla TC Mezzo di Contrasto

La Risonanza Magnetica (RM) è una metodica diagnostica che consente di ottenere immagini dettagliate di qualsiasi distretto anatomico allo scopo di evidenziare la presenza di eventuali patologie e a differenza di altre metodiche diagnostiche non prevede l’impiego di radiazioni ionizzanti (RX), bensì di radiazioni elettromagnetiche totalmente innocue per l'organismo. L’apparecchio di RM presenta un lettino porta-paziente (sul quale il paziente verrà fatto distendere) e un magnete a forma di cilindro aperto alle estremità, il cui interno è ben areato e illuminato. L’esame non è doloroso, ma può essere fastidioso a causa delle dimensioni del magnete che possono generare una sensazione claustrofobica; per tale motivo vi verrà consegnato un campanello da premere in caso di qualsiasi necessità. Per ottenere delle indagini di buona qualità è indispensabile rimanere assolutamente fermi per tutta la durata dell’esame, con una respirazione tranquilla e rilassata. La durata dell’esame è variabile. Per un singolo distretto corporeo sono necessari 30 minuti circa. Esami più complessi (ad esempio studio dell’encefalo e di tutto il midollo spinale, con mezzo di contrasto) necessitano di circa 90 minuti. Presso l'Ospedale Santo Stefano di Prato è presente un macchinario per Risonanza Magnetica da 1.5 Tesla.

Controindicazioni assolute - L’esame è controindicato in presenza di componenti non RM compatibili, cateteri “abbandonati”, clip vascolari, filtri, stent e spirali ferromagnetiche, dispositivi endo - o extra corporei ferromagnetici e/o dotati di circuiti elettrici (neurostimolatori, alcuni cateteri di derivazione, impianti cocleari fissi, pompe da infusione per insulina o altri farmaci, glucometri impiantati, la maggior parte degli espansori mammari).

Controindicazioni relative - Eventuali altre particolari precauzioni saranno affrontate con il personale medico e tecnico.

Prima di essere sottoposta/o all’esame il/la paziente dovrà compilare un questionario anamnestico per la Risonanza Magnetica per escludere la presenza di dispositivi o corpi estranei metallici o circuiti elettronici.  La compatibilità di eventuali dispositivi metallici/elettronici con l’esame RM sarà vagliata di caso in caso dal Medico Radiologo: si raccomanda di esibire la documentazione del dispositivo rilasciata al momento dell’impianto.  Si raccomanda di rimuovere cosmetici dal volto e non utilizzare lacca o gel per capelli. Le saranno forniti idonei dispositivi monouso. Successivamente verrà firmata l'informativa e consenso per i pazienti adulti o per i pazienti pediatrici.

Se l’esame prevede il mezzo di contrasto si richiede il digiuno da 5 ore e gli esami recenti della Creatinina e stima del Filtrato Glomerulare (al massimo 30 giorni precedenti l’esame) che attestino una corretta funzionalità renale. Ricordarsi di segnalare tutti gli interventi chirurgici a cui siete stati sottoposti e di avvertire se siete a conoscenza di eventuali vostre allergie. In caso di esami contrastografici e a giudizio del Medico Radiologo, dopo aver eseguito una prima parte dell’esame, sarà iniettato per via endovenosa un mezzo di contrasto (a base di “Gadolinio”) e l’esame proseguirà con una seconda parte; vi raccomandiamo di rimanere il più possibile fermi immobili anche durante l’iniezione per rendere confrontabili le due parti dell’esame. Al fine della somministrazione del MDC (Mezzo di Contrasto), il personale infermieristico provvederà, prima dell’esecuzione dell’esame, al posizionamento di un ago-cannula in una vena, solitamente nella piega del gomito.  Nel caso in cui la/il paziente sia portatrice/portatore di powerPorth o powerPICC, potranno essere utilizzati questi accessi venosi. La quantità di MDC somministrata è proporzionale al peso e solitamente non è necessario che avvenga ad alto flusso. In alcune situazioni particolari, potrebbe invece rendersi necessaria la somministrazione “a bolo rapido” mediante iniettore automatico. 

In questo caso, sarà necessario esibire la documentazione che attesti l’idoneità di powerPorth o powerPICC a questo tipo di impiego.

Per prima cosa il paziente deve andare dal proprio Medico Curante per farsi prescrivere gli esami del sangue necessari per poter eseguire questo tipo di esame e cioè: CREATININEMIA E FILTRATO GLOMERULARE. Esegua il prelievo di sangue entro 30 gg dall’esame e porti le risposte al medico curante: valori di filtrato glomerulare inferiori a 30 mL/min/1,7mq impediscono l’uso del mezzo di contrasto. Per valori compresi tra 30 e 50 è opportuna una preventiva idratazione del paziente da eseguire a domicilio nei 2 giorni precedenti e successivi all’esame.

Verrà somministrato come mezzo di contrasto per via endovenosa, il Gadolinio.
Nei due giorni precedenti l’esame attenersi ad una dieta liquida.
Il giorno dell’esame si presenti all’accettazione radiologica 1 ora prima dell’appuntamento, digiuno da 6 ore, munito di impegnativa e ticket pagato ( se dovuto), relazione clinica dello specialista, gli esami ematici sopra descritti ed eventuali precedenti indagini strumentali.
Al momento dell’esame verrà somministrata una fiala di farmaco ipotonicizzante (Buscopan).
Su indicazione del personale della RM Le sarà chiesto assumere 1,5 lt di acqua con l’aggiunta di Isocolan in circa 40 minuti.

Avvertenze:
• Dopo l’esame potrà avvertire un senso di pesantezza
• L’esame non può essere eseguito in caso di dolori addominali acuti, diarrea, vomito, stenosi, o ostruzione intestinale acuta, ipersensibilità a Buscopan o ad Isocolan 

Mammografia
La mammografia è un esame radiologico che utilizza raggi X e che consente uno studio molto accurato delle mammelle. L’esame viene eseguito impiegando il mammografo, un’apparecchiatura radiologica digitale. La mammella viene posizionata su un apposito sostegno e lievemente compressa. L’acquisizione delle immagini dura, per ogni proiezione, pochissimi secondi. Perché la mammografia sia di buona qualità, è necessario comprimere le mammelle durante l’esame e questo in alcune donne può dare un dolore passeggero. La compressione del seno è irrinunciabile per una corretta indagine. Non è necessaria alcuna preparazione. Non si usano farmaci, né mezzi di contrasto. È importante che la paziente, il giorno dell’esame, non si presenti con prodotti cosmetici, talco o creme sul seno. Nel caso di presenza di protesi è necessario informare l’operatore prima dell’esecuzione dell’esame. 

Che cosa è e a cosa serve? La mammografia è un esame di radiologia che si basa sulla erogazione di radiazioni ionizzanti, dette comunemente Raggi x, potenzialmente dannosi per l’organismo, ma che tuttavia risultano utili, spesso indispensabili, per l’accertamento e la valutazione di eventuali patologie non altrimenti osservabili con diverse metodiche o visite specialistiche. Con la mammografia è possibile studiare molto accuratamente le mammelle. L’alta componente fibro-ghiandolare (seno denso) può rappresentare una limitazione alla diagnosi. In questo caso l’iter prevede anche l’esecuzione di una ecografia mammaria. 

Quando è indicata? La mammografia è l’esame più importante per la diagnosi del carcinoma della mammella; nel nostro centro è attivo un programma di screening della popolazione, che funziona tramite apposito invito, inoltrato per posta alle donne dai 45 ai 74 anni di età. La mammografia diagnostica viene invece effettuata nelle donne sintomatiche, per esempio quando si riscontra un nodulo mammario o una secrezione dal capezzolo durante l’autoesame, oppure quando si osserva un’anomalia alla mammografia di screening. La mammografia diagnostica è più complessa e richiede molto più tempo rispetto alla mammografia di screening e viene utilizzata per determinare le esatte dimensioni e l’esatta localizzazione delle anomalie mammarie e per visualizzare i tessuti  circostanti e i linfonodi.  La mammografia può essere eseguita anche a persone di sesso maschile che presentano alterazioni nodulari palpabili a livello delle ghiandole mammarie. Nelle donne in menopausa è possibile eseguire l’esame in qualsiasi momento. Nelle donne con il ciclo mestruale ancora presente può essere opportuno eseguire la mammografia nella prima metà del ciclo, dato che il seno risulta meno teso e quindi più facilmente comprimibile. Il momento temporale non condiziona comunque la diagnosi. In questa fase inoltre è necessario escludere una eventuale gravidanza.

Rischi e possibili effetti collaterali - In questa struttura gli esami mediante raggi x sono eseguiti nel pieno e rigoroso rispetto della normativa specifica. Le dosi di radiazioni erogate per ogni singolo esame sono mantenute a livello minimo compatibile per una accurata diagnosi e comunque inferiori ai livelli diagnostici di riferimento stabiliti dalle vigenti direttive della Unione Europea. Il rischio radiologico è pertanto molto basso e sicuramente confortato dal beneficio diagnostico ricevuto dal paziente nella esecuzione di un esame giustificato dalla clinica.

Come si esegue - L’esame si esegue impiegando una apparecchiatura dedicata, altamente specializzata: il mammografo. La mammella viene posizionata dal tecnico
radiologo sul piano apposito e compressa tramite un piatto in materiale plastico. La compressione del seno è irrinunciabile per la corretta esecuzione dell’esame: nel nostro centro il mammografo dispone di un sistema per l’ottimizzazione della compressione, che la rende assolutamente sopportabile. Vengono eseguite, di base, due proiezioni per ogni mammella. Se necessario, in base alle esigenze diagnostiche del medico radiologo, possono essere eseguite, anche successivamente, altre immagini in proiezioni diverse. L’indagine dura complessivamente circa 10-15 minuti. Le immagini vengono poi rielaborate e visualizzate dal medico radiologo che procede alla loro interpretazione stilando il referto. Non vengono somministrati farmaci né utilizzato alcun mezzo di contrasto. In alcuni casi, a descrizione del medico radiologo, in presenza di sospetta alterazione patologica onde poter effettuare una diagnosi certa, è necessario eseguire alcune manovre invasive a livello della mammella: a tal fine si procedere alla Duttogalattografia per lo studio delle secrezioni o all'esame con mezzo di contrasto.

Il giorno dell'esame l’utente deve presentarsi con:

Ecografia mammaria
L’ecografia mammaria è un’indagine diagnostica che utilizza gli ultrasuoni, ad una frequenza non nociva per la salute. Non rappresenta l’indagine di routine per eseguire lo screening del tumore della mammella. L’Ecografia è metodica generalmente complementare alla mammografia, avendo una sensibilità inferiore, ma una specificità molto elevata: per questo motivo spesso consente una buona tipizzazione della lesione. In campo senologico infatti l’ecografia risulta utile per la diagnosi e per la caratterizzazione di buona parte della patologia nodulare mammaria. Nella donna giovane, di età inferiore ai 40 anni età, in cui non viene eseguita mammografia, l’ecografia viene eseguita come indagine di prima scelta, ed è particolarmente importante per la corretta diagnosi nelle donne con seno denso.

Come si esegue - L’indagine deve essere eseguita con un’apparecchiatura ecografica dedicata e su precise indicazioni; è spesso parte integrante dell’iter di diagnostica senologica. La paziente si distende in posizione supina sul lettino da visita, con il  braccio corrispondente alla mammella da esplorare piegato sotto la testa ed il torace scoperto. Il medico che esegue l’esame versa sulla parte da esaminare un gel, che ha lo scopo di favorire il passaggio degli ultrasuoni dalla sonda alla mammella. La sonda ecografica viene fatta scorrere sul seno: la mammella deve essere esplorata in tutti i suoi settori e deve sempre essere associato lo studio dei cavi ascellari per valutare la struttura di eventuali linfonodi presenti. L’immagine che si ottiene è visualizzata in tempo reale sul monitor dell’ecografo; il medico radiologo interpreta le immagini stilando poi un referto.   In taluni casi risulta necessario, dopo un esame ecografico delle mammelle, magari eseguito a completamento di una proceduta mammografica, effettuare un prelievo citologico o istologico a livello della alterazione evidenziata dal radiologo. A tal fine è possibile eseguire, sotto guida ecografica, utilizzando un comune ago da siringa, un prelievo di cellule che saranno poi strisciate su vetrino e inviate al centro addetto alle lettura al microscopio. Non è necessaria l'anestesia locale che, anzi, potrebbe compromettere la buona riuscita del prelievo. E' possibile che con questo tipo di tecnica non si ottengono sufficienti informazioni sulla natura della lesione oggetto del prelievo e, pertanto, potrebbe essere necessario procedere con un altro tipo di tecnica bioptica con anestesia locale.  

Screening Mammografico 
In Toscana le cittadine ed i cittadini vengono invitati a svolgere gratuitamente gli screening per il tumore della mammella,  per il tumore della cervice uterina e per il tumore del colon-retto. I programmi di screening sono definiti con l'Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica – ISPRO, presso cui si trova il Centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica. Tutte le aziende Usl della Toscana partecipano ai programmi di screening, con il supporto e il coordinamento di ISPRO.
Per aderire ai programmi di screening è necessario e sufficiente presentarsi all'appuntamento fissato e comunicato con lettera dall'Azienda AUSL Toscana Centro. E' possibile aderire ai programmi di screening anche senza aver ricevuto la lettera di invito, contattando le segreterie di screening (Centro Prevenzione Oncologica "Eliana Martini", via Galcianese 93/12, Prato. Telefono: 0574 805053) Lo screening mammografico è rivolto alle donne di età 45 - 74 anni. Il test impiegato per lo screening del tumore della mammella è la mammografia, cioè una radiografia delle mammelle. L'esame mammografico di solito non è doloroso, può provocare solo un leggero fastidio dovuta alla compressione, necessaria per la buona qualità dell'esame. La mammografia non comporta rischi per la salute, dato che le dosi di radiazioni emesse sono molto basse. La Regione Toscana ha recentemente deciso di allargare la fascia di età accogliendo le donne dai 45 ai 74 anni. Questa iniziativa si realizzerà gradualmente in un periodo di circa 5 anni. Alle donne di età inferiore ai 50 anni verrà offerta la mammografia annuale, a quelle di età superiore il controllo sarà garantito ogni 2 anni. 

>>> Le Mammografie, le Ecografie Mammarie e lo Screening Mammografico viene svolto per l'area di Prato presso il Centro prevenzione oncologica Eliana Martini situato in via Galcianese 93/12 - Prato


 

Allegati alla scheda
FileDescriptionLast modified
 Depliant MammografiaDepliant Mammografia22-06-26
 Informativa e consenso paziente pediatricoInformativa e consenso paziente pediatrico22-06-26
 Informativa e consenso pazienti adultiInformativa e consenso pazienti adulti22-06-26
 Informativa e consenso TC Mezzo di ContrastoInformativa e consenso TC Mezzo di Contrasto22-06-26
 Questionario Risonanza MagneticaQuestionario Risonanza Magnetica22-06-26